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 19-09-2007   "Approfondimento"                                       Mazara del Vallo

                                                                                 

                             

L'intervista: Tony Scilla

di Nino Asaro


il consigliere comunale Tony ScillaTony Scilla da sempre in Alleanza Nazionale, eletto consigliere comunale nelle ultime amministrative con 350 voti. Armatore, imprenditore del mondo della pesca, consigliere federale di Federpesca, da luglio presidente dell'Associazione Imprese Pesca.

Qual è lo stato di salute di Alleanza Nazionale a Mazara?  

«Direi buono. Il partito è stato soggetto ultimamente a degli assestamenti, stiamo lavorando bene, siamo riusciti a piazzare il deputato regionale, siamo presenti in provincia con due consiglieri provinciali e abbiamo l’assessore di riferimento. Per quanto riguarda l’attività mazarese, in consiglio comunale siamo all’opposizione totale dell’attuale amministrazione. Direi che ci sono le condizioni per raccogliere tutto ciò che stiamo seminando. Siamo passati da 16 consiglieri comunali di qualche anno fa, ad una situazione che a causa della legge elettorale e del premio di maggioranza ha lasciato fuori alcuni nostri candidati che avevano avuto un buon numero di voti. Direi che il partito dopo un momento di assestamento per dei cambiamenti sta seminando bene ed alle prossime elezioni amministrative ritornerà ad essere il primo partito a Mazara».

Mentre a sinistra sta per nascere il Partito Democratico, la Casa delle Libertà mostra segni di stanchezza, Udc Mpa e Udeur sono intenzionati a creare un grande centro. Qual'è la sua opinione? 

«Io penso che è necessario rimanere al bipolarismo puro, ci vuole una coalizione che governa e una che sta all'opposizione. Per quanto riguarda questi mutamenti a livello romano, anche nel nostro schieramento, il centro destra, si sta cercando di lavorare per fare un partito unico. Le difficoltà stanno nel riuscire a mettere insiemi tanti soggetti diversi anche se facenti parte della casa della libertà. Noi abbiamo il problema dei centristi, speriamo che alla fine, a livello nazionale, l'Udc rimanga nostro alleato, di Forza Italia e della Lega. Inutile nasconderlo che ci sono dei progetti tendenti a creare questo grande centro, a mio avviso non ci sono le condizioni, sarebbe un errore, un ritorno al passato che gli italiani potrebbero non accettare».
                            

Veniamo alle vicende locali. La sua opinione sulla situazione politica amministrativa di Mazara ?

«La mia opinione la conoscono tutti e ormai penso che sia l'opinione della quasi totalità dei nostri concittadini. E' sotto gli occhi di tutti il fallimento amministrativo e politico del sindaco Giorgio Macaddino. 
Politico perché la menzogna con cui è stato eletto si è rivelata ben presto, era partito come un movimento civico che doveva attaccare sia il centro-destra che il centro-sinistra, ma appena eletto il sindaco azzera la giunta e riapre ai partiti del centro sinistra. Poi vari cambi di casacca Uder, Mre, una serie di sigle che neanche si conoscono, politicamente alla fine non è all'interno dei Ds, i Ds non sono in giunta. 
La Margherita invece è in giunta, nonostante si lavori per un partito unico, vi siete mai chiesti come mai questa differenza tra Ds e Margherita? Perché evidentemente ci sono interessi che vanno oltre la politica e che la Margherita in questo momento sta portando avanti con gli uomini che ha in giunta ed in consiglio comunale. 
Quindi il fallimento politico è veramente evidente. Sotto l'aspetto amministrativo io penso che sia la peggiore amministrazione in assoluto, che mai la nostra città abbia avuto. 
Ma lo dico con tristezza e amarezza perché anche dall'opposizione si può essere costruttivi, ma non con questa amministrazione che è veramente deficitaria. Basta ricordare che la maggioranza che sostiene Macaddino ha votato negativamente la variante che doveva collegarci alla bretella autostradale Trapani-Birgi. 
Come fa una città che vuole rilanciarsi, che vuole venire incontro alle imprese, che aspira a fare turismo, a fare questi errori, dando come motivazione il fatto che quel voto poteva riaprire alla Bertolino. Altra bugia, perché quando bisognava intervenire contro la Bertolino non lo si è fatto e mi riferisco al servizio mandato in onda da Tele8 dove dei camion della Bertolino scaricavano dei liquami in un terreno adiacente al nostro comune, sostanze sicuramente tossiche che probabilmente potrebbero avere un collegamento diretto con il problema dell'inquinamento dell'acqua. Un'amministrazione che non ha programmazione , non ha l'idee chiare su quello che bisogna fare. Come si fa a parlare di turismo quando il Satiro non sta producendo completamente nulla tranne di essere sballottato a destra e sinistra in Giappone e a Parigi. 
Ma l'economia che doveva rilanciare il Satiro dov'è? 
Tranne qualche notte bianca, finanziata dalla Regione, ricordo a tutti che Venditti è venuto a Mazara con i soldi della Regione e non grazie alla nostra amministrazione comunale poi il nulla. 
Per non parlare della pesca, dell'agricoltura, del commercio, dei problemi più spiccioli. E' demagogia politica, è speculazione politica dire per esempio che s'impazzisce per il traffico. Anche lì, idee poco chiare, sensi unici che cambiano, situazioni precarie per poi vantarsi di che cosa, per il parco giochi di via Potenza, che tra le altre cose è rimasto sempre chiuso, oppure per avere allargato la via Valeria? 
Ma la cosa ancora più grave è che questa amministrazione non ha un progetto che rilanci la città. Non si sa che cosa il sindaco vuole fare della città, probabilmente lui lo sa cosa vuole fare insieme ai suoi amici, insieme al gruppo che ha costituito all'interno dell'Ato con la nomina di Truglio che è un suo fedelissimo, con la nuova situazione con Televallo che diventa non una televisione neutrale ma di parte. 
Televallo ad oggi non è altro che una cassa di risonanza di ciò che fa Macaddino, ciò che conviene si mette in onda e ciò che non conviene non si mette in onda. Questo non moralmente ed eticamente corretto. I cittadini devono sapere le cose vere non le cose deformate o le cose che conviene far sapere».

In un suo programma ideale quali sarebbero le prime due cose da realizzare che non sono state ancora realizzate da quest' amministrazione ? 

«Noi abbiamo le idee chiare. Noi intendiamo riordinare la città partendo proprio dal traffico, riorganizzando bene i collegamenti con il Trasmazaro, pulire bene la città, potenziare meglio le spiagge, perché per noi il rilancio della nostra città passa esclusivamente dal turismo. 
Dobbiamo puntare nel turismo come attività commerciale e quindi bisogna dare i migliori servizi al turista che arriva. Dal taxi, alle strutture alberghiere che ora abbiamo, ai collegamenti con le spiagge (pulite), dalle manifestazioni di un certo livello che uniscano il sacro ed il profano alle attività di promozione turistica del nostro prodotto locale. 
Tutto questo senza spendere svariati milioni come per esempio nella promozione del pesce o del gambero rosso in Russia o in America che è soltanto perdere e sprecare denaro, ma questa è una responsabilità del governo regionale. 
La pesca in questo momento non ha bisogno della promozione del prodotto, ha la necessità di interventi sull'attività produttiva, in crisi sono le attività produttive e necessitano di una seria politica di fermo biologico. Senza trascurare le altre attività economiche tradizionali quali l'agricoltura, ricordo che Mazara è il terreno più vitato dell'intera provincia di Trapani, bisogna creare una sinergia tra le attività fondamentali come pesca, l'agricoltura, l'artigianato, ed il commercio abbinandole con il turismo trasformando Mazara in una città prettamente turistica per 360 giorni l'anno.
E' un peccato che ancora tutto questo non sia stato realizzato, noi abbiamo il bel tempo, il mare splendido, una cucina fantastica, abbiamo un patrimonio artistico monumentale che secondo me soltanto pochissime città al mondo posseggono. Siamo la città delle cento chiese. 
Il rilancio turistico passa naturalmente dal porto che bisogna riorganizzare, bisogna creare un porticciolo turistico, non quello immaginato e mai realizzato di progetti mega-galattici, che per realizzarli è necessario impegnare l'intero bilancio dello Stato Italiano. Noi abbiamo le idee chiare su come realizzare il porticciolo turistico, perché si può dire che in buona parte è fatto, che è strettamente legato al centro storico. 
Il turista arriva, ormeggia la barca e scende a piedi e si trova nel centro storico, perché noi utilizzeremo il porto canale. 
L'attività peschereccia e commerciale sarà spostata completamente al porto nuovo, che sarà migliorato e dotato di altri servizi. Una città più vivibile con il centro storico recuperato e una forte proiezione turistica ci permetterà di arrivare al 2010, con l'area del libero scambio, competitivi al massimo e con una posizione geografica determinante. 
Quindi dobbiamo avere un sindaco con la statura e la capacità di potere interloquire con Capi di Stato con Governi Esteri. Mazara non può continuare ad essere relegata a piccola città, il sindaco deve avere le idee chiare la capacità di portare questa città a recitare il ruolo che merita. 
La crescita di Mazara inevitabilmente comporterà un ridimensionamento delle città a noi vicine, ne susciterà l'invidia e la gelosia ma il nuovo sindaco dovrà essere capace di contrastare tutti i tentativi di bloccare il nostro sviluppo. Ecco perché, da sempre, certe candidature vengono bloccate, occorre che la città sia guidata da nani ed essendo nani si fa politica di nani e le altre città vicine, ad esempio Trapani, crescono con vetrine internazionali».

Cristaldi si è da tempo candidato a sindaco per le prossime amministrative. Pensa che la casa delle libertà possa essere unita su questo nominativo, visto che si fanno anche altri nomi per il centro-destra?

«Sui nomi che sono stati fatti in questi mesi non si può dire nulla, ne sul piano umano e nemmeno politico. Io mi auguro che alla fine la casa delle libertà rifletta e capisca che se realmente tutti noi vogliamo il bene della città, è evidente che dobbiamo individuare quei soggetti che possono portare determinati progetti avanti. 
Io penso che Nicola Cristaldi, staccandomi da una logica di parte, sia l’unica persona attualmente in grado di poter rilanciare questa città. La sua grande esperienza politica che si è costruita nel tempo, quelle conoscenze di uomini e cose della politica, la conoscenza delle norme e dei regolamenti acquisita quando è stato presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, ne fanno l’uomo giusto per Mazara. 
Lui coronerebbe il sogno di diventare sindaco della sua città, non perché ha fatto il deputato ed ora vuole venire a svecchiare qua, lui ha fatto la carriera che il popolo gli ha fatto fare, deputato, presidente dell’assemblea, deputato regionale. Ha avuta tanto da questa città e ritiene di poter tanto. Questo amore tra la città che lo vuole sindaco e lui che vuole fare il sindaco. 
La casa delle libertà deve fare quadrato se vuole realmente il bene della città, ma se poi ci sono delle altre motivazioni questa volta noi non faremo il passo indietro, non è arroganza non è prepotenza, noi non vogliamo andare da soli, noi vogliamo unire tutte le forze sane, produttive, le intelligenze, la cultura. 
In questo paese non c’è più cultura, c’è un certo distacco dalle cose importanti, i ragazzi sono portati a bere e a divertirsi trascurando l’aspetto culturale, si lavora poco. 
E’ necessario che il cittadino capisca che spesso chi parla non parla per il bene della città, parla per il suo bene. Collega l’eventuale candidatura di un sindaco al vantaggio che lui personalmente o il suo gruppo potrebbe avere, in questo caso il cittadino deve essere intelligente, il cittadino deve valutare realisticamente chi si candida a fare il sindaco ed il beneficio che può dare alla città. 
E quando Nicola dice che si candida per la città e non per i mazaresi, non è come qualcuno ha voluto fare intendere che lui ce l’ha con i mazaresi, lui si rivolge alle generazioni future perché spera che a ringraziarlo non saremo noi ma saranno i nostri figli in quanto avrà consegnato loro una città più vivibile, più sana ed economicamente più ricca.
Mazara è fondamentalmente una città di centro-destra, Macaddino ha vinto perché abbiamo fatto degli errori e la gente giustamente ci ha puniti, la città valuta capisce ed ha pensato di affidarsi a questo giovane che invece li ha traditi. Basterebbe tutti fare un passo indietro, valutare realmente le condizioni per creare una squadra per poter vincere e con noi la città».

Lei è contento della sua attuale posizione politica o pensa di meritare di più? 

«Io faccio parte di un partito e di uno schieramento a cui sono profondamente legato, io faccio politica per passione, per servizio. Ringraziando Dio ho il mio lavoro, la mia politica non è rivolta al gettone di presenza perché guadagnerei di più dedicandomi ancor di più e meglio alla mia attività Però al cuore non si comanda, io amo la ma città e vorrei dare un contributo. Il contributo che darò lo dirà il mio partito, evidentemente ognuno di noi cerca di migliorarsi ed ha degli obiettivi e spero di potere avere qualche possibilità per realizzarli. Io penso che se uno si comporta bene, lavora e semina, gli obiettivi si raggiungono. Sono stato per poco presidente del consiglio comunale, sono stato in giunta con Vella e penso di avere dato il mio contributo con atti concreti, voglio ricordare il manto erboso dello stadio, il recupero della villa Garibaldi, il museo lo abbiamo creato noi, il Satiro e arrivato a Mazara grazie all'on. Cristaldi, ecco la sinergia tra amministrazione locale, regionale e nazionale. Il progetto della via Salemi che è l'ingresso della nostra città è un nostro progetto. Quindi se il mio partito riterrà di utilizzarmi in qualche progetto più grande io sono pure disposto a farlo, ma se ciò non dovesse accadere non succederà nulla».

Passiamo ad un altro argomento che le sta particolarmente a cuore, la pesca. Con il perdurare del caro gasolio e la riduzione della quantità del pescato la crisi della pesca sembrerebbe irreversibile. E' cosi ? 

«Si, per quanto concerne la pesca sono molti anni che si dice che la pesca è in crisi, che si va di male in peggio, ma ora penso che abbiamo raggiunto i livelli di guardia massimi. Se non c'è un colpo di schiena forte da parte dell'armamento, da qui a fine anno molte imprese chiuderanno i propri battenti. Non dico questo per fare populismo o per creare esagerazioni ma quello che dico sta già succedendo. Ci sono armatori, anche armatori che in passato hanno avuto un ruolo importante che sono in forte crisi economica, perché effettivamente i costi superano i ricavi. 
Il pesce sta scarseggiando, aggiungiamoci il costo del gasolio, assieme ad una serie di problematiche burocratiche ed il personale che inizia a non trovarsi, e la crisi è servita. 
Occorre innanzitutto che si inizi a fare una unica associazione, tutti assieme uniti si potrà analizzare meglio il problema ed uscire con un'idea chiara e forte. Quindi mi auguro che il primo passaggio sia quello di unificare le tre associazioni armatori, questo è uno di miei principali obiettivi da presidente dell'associazione imprese pesca, per avere più forza contrattuale sia all'interno della nostra stessa associazione la Federpesca, sia all'interno del Governo Regionale, quello Nazionale e delle Istituzioni Comunitarie. 
I problemi vanno affrontati in una duplice prospettiva, innanzitutto dobbiamo salvaguardare le specie ittiche che stanno scomparendo, il pescato è arrivato a soglie minime, al limite della sopravvivenza, sia a ponente e quindi alla pesca di fondale del gambero e sia da banco alle pesca delle triglie e della morsellina. 
Bisogna intervenire salvaguardando il mare, abbiamo bisogno strategicamente del ritorno della politica del fermo biologico, fatto in maniera seria, nei periodi in cui realmente c'è la riproduzione del pesce. Dobbiamo muoverci con la Regione Siciliana affinché si riesca a preparare questo piano di gestione da presentare a Bruxelles per potere avere finanziato i cosiddetti piani che sostituiscono il vecchio fermo biologico. Questo fermo biologico, la Comunità Europea, lo deve condividere con tutto il mediterraneo quindi con i paesi rivieraschi come Tunisia e Libia. Ma ad onor del vero in Tunisia fanno già il fermo biologico così come in Libia, quindi se c'è qualcuno che è in ritardo da questo punto di vista siamo noi. 
Non si può più pescare così indiscriminatamente perché si causa un danno enorme, sia perché non c'è più pesce, o magari quando si riesce a pescare del pesce abbondante, come è successo nei giorni scorsi con le triglie, se ne pesca poi talmente tanto che non si riesce a poterlo vendere nei mercati o si vende a prezzi molto bassi. 
Un altro grave problema è quello della semplificazione delle norme burocratiche applicate alla pesca, bisogna chiarire una volta e per tutte che i pescherecci devono andare a pescare, non sono ne navi mercantili ne navi passeggeri e quindi molte procedure previste per quelle navi non vanno applicate ai pescherecci. 
Bisogna riuscire ad ottenere la riduzione del prezzo del gasolio, capisco che non è un problema che riguarda solo la marineria di Mazara, che non riguarda solo la pesca, che il prezzo del gasolio incide anche nelle famiglie, per gli autotrasportatori etc.. Però siccome la pesca è un attività dove il pesce bisogna andarlo a pescare, è necessario che lo stato in qualche maniera intervenga, riuscendo a trovare una forma per ottenere un abbattimento del costo del gasolio. Non si può assolutamente pagare il gasolio a 0,50 euro e passa, perché facendo un calcolo matematico con i ricavi che ci sono non riescono a sopravvivere ne il marittimo e neanche l'armatore. 
Noi ci stiamo attivando e a breve avremo un incontro come Federpesca, con le tre associazioni unite, con il Prefetto, per discutere di queste problematiche, successivamente avremo un incontro con i sindacati, perché noi chiediamo aiuto anche ai sindacati, un sindacato però che non faccia politica, un sindacato che pensi realmente al settore e non ad un ritorno politico, perché magari c'è qualche parentela che fa politica, perché questo significa la morte del settore. 
Allora se si riesce ad avere questo connubio ci potrebbe essere la possibilità di un rilancio del settore, altrimenti da qui a fine anno le imprese non potranno più riprendere il mare. 
Salvare la pesca significa salvare Mazara del Vallo, perché nonostante tutto il benessere di Mazara dipende dal mare, sia applicato alla pesca che al turismo. Ecco perché mi sto dando da fare come presidente dell'Associazione Armatori per cercare di unire le forze e di lavorare in sinergia con le istituzioni, ribadisco con un sindacato scevro da speculazioni politiche per cercare di creare le condizioni per salvaguardare l'attività della pesca, emarginando, se ci sono, l'armatore marcio, e il marittimo marcio. Quello che è marcio va emarginato, quello che c'è di buono va salvaguardato con la speranza di avere un futuro migliore. Sono partito da premesse negative ma lavorando e lottando ci può essere la possibilità di un benessere per la pesca e per Mazara».

I sindacati denunciano il mancato rinnovo del contratto di lavoro e tra le righe sospettano che la ripartizione del pescato non avvenga regolarmente e non sarebbe controllabile perché manca la dovuta trasparenza?

«Un sindacato che dice queste cose dice delle falsità, bisogna vedere quale sindacato dice queste cose e sicuramente andremo a scoprire che questo sindacato non è libero nel fare sindacato ma ha sicuramente dei collegamenti diretti con la politica mazarese. 
Noi come associazione di categoria abbiamo incontrato i sindacati ed il tavolo delle trattative si è fermato sulla richiesta dei sindacati della mensilizzazione dei marittimi. Evidentemente la nostra risposta è stata negativa anche perché non è previsto neanche dal contratto nazionale del lavoro. Quello che noi possiamo fare a livello locale è un'applicazione del contratto nazionale alle esigenze locali, senza stravolgere ciò è fissato nel contratto nazionale. 
Ma a prescindere da questo aspetto tecnico, mi pare che con l'attuale crisi della pesca è impensabile applicare un simile rapporto di lavoro al nostro tipo di pesca. La pesca non ha una produzione sicura, non ha guadagno assicurato dalle commesse, ci sono periodi che il pesce si prende e altri in cui non si prende, ci sono le condizioni meteo che pregiudicano il lavoro, per questo il nostro contratto nasce alla parte, andiamo, peschiamo, defalchiamo le spese e dividiamo quello che rimane. 
Noi siamo disposti a discutere su tutto però è evidente che non possiamo accettare la mensilizzazione. A questo punto i sindacati hanno perfino coinvolto il Prefetto dicendo che noi armatori scappiamo. Non è assolutamente vero, tant'è che giorno 25 saremo ricevuti dal Prefetto proprio per chiarire questo aspetto. L'armatore non scappa vuole discutere ma non può accettare per forza ciò il sindacato vuole imporre. 
Per il resto noi siamo disposti ad applicare il contratto nazionale e lo vogliamo fare in maniera seria, perché bisogna dare una svolta,. Però per dare una svolta bisogna avere una mentalità completamente nuova anche da parte del sindacato. 
Bisogna emarginare, se c'è, ciò che è marcio, sia nel ceto amatoriale ma anche nel ceto marittimo. Non bisogna creare attrito tra armatori e marittimi per poi averne un ritorno politico. Così facendo si fa il male della pesca, ed è questo che certi sindacalisti di quattro soldi stanno facendo, stanno approfittando della loro carica sindacale per mettere astio tra armatori e marittimi. 
Siamo imbarcati tutti nella stessa barca, bisogna salvare la pesca perché salvando la pesca si salva l'impresa e sopravvive il marittimo. 
Noi saremo pronti ad incontrare i sindacati, bisogna però a monte migliorare i rapporti, bisogna togliere una certa acredine che c'è e che non è assolutamente positiva specialmente in questo momento. 
Quando parlo di creare conflitto faccio riferimento anche all'associazione nazionale antiracket che ha spesso attaccato gli armatori. Io ripeto ancora una volta che se ci sono degli elementi chiari dalla quali si evince che un armatore si è reso colpevole di atti penalmente perseguibili che venga denunciato, ma non si può infangare un intero settore, un'intera classe economica con un indotto di 500° persone tra marittimi ed imprese collegate. Come si fa a permettere un attacco del genere in diretta tv sulla Rai. Tutti coloro che si rendono colpevoli di episodi negativi, come può essere anche quel sequestro del peschereccio carico di droga, vanno emarginati, perchè fanno male al settore soprattutto in questo momento che dobbiamo combattere. Ma non dobbiamo criminalizzare un settore fatto di gente onesta che lavora 365 giorni l'anno in condizioni spesso disagiate. Giù le mani dalla pesca, giù le mani dall'armamento, giù le mani dai marittimi».

 

  
                                                                                      

 

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