11-06-2008   "L'intervista"                                       Mazara del Vallo

                                                                                 

                             

Davide Palermo

di Nino Asaro

 

Chi è Davide Palermo e come è nato l’interesse per la politica.
Davide Palermo è un ragazzo semplice cresciuto con i valori trasmessi dalla sua unita e numerosa famiglia; è un ragazzo che guarda alla vita con grande ottimismo e con grande aspirazione e desiderio di realizzare tanti sogni di vita. Due di questi, quelli che amo raccontare, solamente perché hanno dato forma a quello che oggi sono (un ragazzo realizzato, che ha voglia di realizzare anche per il suo paese) sono la laurea tanto desiderata in economia e finanza presso l’Università degli Studi di Palermo e il fatto di gestire con dedizione e correttezza, insieme ai miei fratelli, l’azienda di famiglia.
I miei sogni e valori, oggi, sono le aspirazioni e i desideri d’ogni giovane che desidera vivere in un paese libero, vale a dire in un paese fatto di persone libere e responsabili, in grado di prendere in mano il loro futuro, di potersi scegliere un buon lavoro, da portare avanti con coerenza ed impegno, in modo da poter far crescere i propri figli in modo onesto e responsabile. Questi sogni e valori in questo momento si sposano perfettamente con quelli del mio partito, il PDL.
L’interesse per la politica non è nato oggi… semmai oggi è maturato il tempo di proporsi in prima persona. Già dai tempi dell’università sentivo la necessità e la voglia di realizzarmi e di realizzare qualcosa per il mio paese. Ho scelto inizialmente di formarmi come uomo… di studiare, di misurarmi con la difficile realtà imprenditoriale; poi, lavorando duramente e con onestà, superando giorno dopo giorno gli ostacoli ed i limiti di possedere un’attività in Sicilia, ho scoperto che le mie difficoltà sono le difficoltà di tutti gli imprenditori siciliani, ma soprattutto sono le difficoltà che incontrano tutti i giovani nel momento in cui cercano di realizzare una propria realtà lavorativa. Perché ho scelto di avvicinarmi alla politica? Semplicemente perché la politica è e deve essere lo strumento attraverso il quale creare sempre condizioni migliori – economiche, sociali, culturali, storiche – per rendere migliore il nostro paese per mantenere sempre alta la dignità umana e, dunque, di tutta la società.

Giovani e politica
Le generazioni di oggi devono lottare ogni giorno contro diversi fattori che rendono sempre più difficili le loro condizioni sociali. Si nota un accentuato disagio tra i giovani, che purtroppo stenta a scomparire per un semplice motivo: manca una classe politica responsabile e giovane, capace di comprendere le necessità dei giovani. Le istituzioni, infatti, appaiono spesso distanti ed incapaci di risolvere i problemi, tutto questo porta ad una triste e drammatica decisione: il distaccamento dalla vita politica quotidiana.
I giovani non hanno più fiducia nella politica e nelle istituzioni, perché negli ultimi anni hanno ricevuto da chi ci ha governato solo incertezze e precariato. Hanno rinunciato a credere negli ideali, quelli che hanno accompagnato le generazioni precedenti e che hanno portato ad avere fiducia in loro stessi, si sono ormai abituati a luoghi comuni del tipo “i politici  sono tutti ladri e corrotti”, vedendo la politica come una cosa che non gli appartiene, da non vivere attivamente. Si rendono conto che la politica si ricorda di loro solo durante le campagne elettorali e che, in seguito, non si occupa dei loro problemi e di quello che pensano… e la distanza che li divide continua a crescere.
Nei giorni nostri, pochi sono i giovani che hanno ideali ed opinioni politiche, ma non sono spronati a metterli in atto e, spesso, vivono la politica come un qualcosa di lontano, inarrivabile e che non gli appartiene. Le incertezze sul proprio futuro, l’impossibilità di considerarlo davvero come il tempo in cui si realizzerà il desiderio d’indipendenza, li portano ad essere rinunciatari rispetto all’impegno necessario per realizzare la crescita di una società che sembra non attenderli. Proprio questa è una delle ragioni per la quale i giovani d’oggi non cercano più nei partiti risposte ideologiche e si rifiutano di credere nei valori e negli ideali che trasferisce un simbolo politico come il PDL.
Le promesse non mantenute, gli scandali, l’opportunismo, i giochi di potere, queste sono le ragioni per la quale regna lo scetticismo tra le nuove generazioni che sono diventate il soggetto escluso da una politica e una cultura nate e cresciute in un mondo parallelo all’universo giovanile.
C’è da ridare fiducia ad una generazione che fa fatica ad affacciarsi in questa società; c’è bisogno di una svolta… Come? Proponendosi in prima persona. Solo così si potrà contare sull’appoggio dei giovani e solo così si potrà dare alle nuove generazioni la speranza di un futuro migliore, perché i giovani hanno bisogno della politica ma anche la politica ha bisogno di tutti i giovani.

Situazione socio – economica provinciale: microimpresa e la promozione dei prodotti locali
La situazione socio – economica della Provincia di Trapani non manifesta segnali positivi; il panorama economico territoriale si caratterizza per la presenza di piccole imprese che vantano prodotti di alta qualità nei diversi settori economici quali agricoltura, pesca, artigianato e allevamento, ma che non riescono ad abbattere una visione circoscritta di competitività.
La nostra provincia è dedita all'agricoltura (cereali, viti, ulivi, mandorli e ortaggi), alla pesca, alla produzione del sale, all'industria (materiali da costruzione, notevole produzione vinicola). Le principali attività economiche riguardano principalmente il settore terziario, la produzione del vino e del sale ed il settore turistico sviluppato grazie all'importanza storica e culturale, e a quella paesaggistica e naturalistica, dei vari comuni e delle isole che rientrano in questo comprensorio provinciale.
Una cosa è certa, chiunque assaggi i vini, l’olio e gli altri prodotti tipici della provincia di Trapani rimane estasiato; ma nel confronto col mercato questa conto poco, ci vuole il resto della filiera. Comunicazione, immagine, packaging e canali distributivi fanno spesso la differenza, ma rimangono inaccessibili per la gran parte dei produttori, costituita da imprese familiari.
I settori economici più rilevanti per incidenza sul PIL e sull’occupazione sono tutti in crisi (attività estrattive e lapidei, vitivinicoltura, olivicoltura, pesca), mentre il settore turistico su cui in questi ultimi anni si comincia ad intravedere un reale interesse di alcuni operatori economici, pur disponendo di innumerevoli fattori attrattivi non cresce come potrebbe se fosse sostenuto da coerenti scelte politiche. La stessa cantieristica navale potrebbe ricevere nuovi impulsi quali-quantitativi dalla creazione d’idonee infrastrutture a sostegno del turismo collegato alla nautica da diporto.
Il settore agricolo ha rivestito in provincia di Trapani un ruolo determinante nel contesto sociale ed economico del territorio; fino agli anni Novanta, è stata il principale volano dello sviluppo economico ed oggi, malgrado le forti potenzialità, versa in un stato di crisi che può determinare pesanti ripercussioni su altri importanti settori della vita economica anche per effetto dell’abbassamento del reddito medio pro capite.
Il settore agricolo si trova con un tessuto aziendale che sconta grandi handicap: l’età degli addetti,  la  modesta dimensione aziendale aggravata dalla polverizzazione delle aziende, oltre l’assenza di servizi per le aziende del settore e di strutture consortili, pubbliche e/o private, per l’erogazioni di servizi di ricerca, sperimentazione, marketing, banche dati, promozione e divulgazione ecc…
Per ridare ruolo ma soprattutto fiducia al settore, c’è bisogno di un grandissimo sforzo sinergico, fra gli attori principali del settore e la politica, che deve, diversamente dal passato, essere al servizio dell’agricoltura, rappresentando e governando le reali esigenze del settore.
Le strategie  per ridare la giusta dignità al settore sono la promozione e valorizzazione del territorio (ambiente, turismo, cultura dell’ospitalità, enogastronomia, strade del vino, del sale ecc…), qualità delle produzioni e loro miglioramento attraverso l’attività di ricerca, miglioramento dell’attività di commercializzazione attraverso  studi d’impatto commerciale relativi a marchi territoriali, progetti di ricerca di tipo commerciale e marketing per la ricerca della percezione qualitativa da parte del consumatore, realizzazione di servizi informatici innovativi per le aziende, borsa merci, promozione commerciale dei prodotti in fiere nel  territorio, incentivi per la creazione di Consorzi di filiera.
In generale, i tentativi d’attrazione di nuovi investimenti devono essere orientati principalmente verso le attività ad alto contenuto tecnologico, perché non comportano spinte esasperate ed insostenibili alla competizione sui costi, danno un’occupazione qualificata e concorrono a caratterizzare qualitativamente il territorio.

Promozione di un sistema turistico provinciale integrato
Dagli incontri avuti durante la campagna elettorale sono emerse argomentazioni interessanti e perfettamente in linea con la realtà mazarese; tra le argomentazioni più discusse quella che assume più rilevanza è sicuramente il TURISMO e più precisamente il TURISMO STANZIALE. Il concetto di TURISMO STANZIALE si contrappone al meno redditizio concetto di TURISMO MORDI E FUGGI.
La voce TURISMO nell’economia di un Paese potrebbe e dovrebbe determinare il c.d. EFFETTO DOMINO POSITIVO su tutto il tessuto economico – sociale della nostra Provincia. Turismo, infatti, si traduce in sviluppo dell’artigianato, della pesca, dell’edilizia turistico – residenziale, delle risorse umane, della cultura imprenditoriale di un intero Paese.
Il TURISMO nella nostra Provincia e a Mazara è un MOSTRO DORMIENTE, un mostro dalle potenzialità eccezionali che con dovuti stimoli e con una gestione costruttiva e sana potrebbe determinare uno sviluppo inesauribile e trainante per l’intera economia locale. L’utilizzo responsabile e la valorizzazione del patrimonio artistico – culturale favorirebbe, infatti, un’azione incisiva di sviluppo del Territorio; Tanti sono i punti di interesse della nostra Provincia di Trapani ed altrettanti possono e devono essere i progetti di valorizzazione e ristrutturazione del nostro Territorio mazarese e provinciale.

Crisi della Pesca
La marineria di Mazara del Vallo è la più grande d’Italia. Dal mare arriva il lavoro per i tanti armatori, per i 2.600 imbarcati e per le oltre 5.000 persone impiegate nell’indotto. Tutti sono nella stessa barca e le acque sono tutt’altro che tranquille: Oggi i problemi principali che colpiscono questo settore sono l’inarrestabile caro gasolio e il depauperamento delle risorse marine.
Vent’anni fa per riempire le reti bastava stare in mare una settimana, oggi si fanno battute che durano fino a un mese.
Armatori ed equipaggi, italiani e tunisini, risentono allo stesso modo di una crisi che non fa sconti a nessuno. Prendo ad esempio, tra i tanti, il caso specifico di un peschereccio appena rientrato al porto di Mazara del Vallo che è stato in mare 22 giorni: ci sono volute 28 tonnellate di nafta, che costa circa 85 centesimi al litro, e i marinai semplici alla fine hanno guadagnato in media 600 euro. Non va meglio all’armatore: da un ricavato di 100 mila euro vanno tolti il costo per il gasolio e le spese (cambusa, assicurazione, strumenti per la pesca) che pesano per circa il 60%. Il restante 40% viene diviso a metà fra l’armatore e l’equipaggio, secondo il cosiddetto “contratto alla parte”, riconosciuto da Federpesca ma applicato solo nella marineria di Mazara del Vallo: una parte al marinaio, 2 parti al motorista, 3 parti al capitano. All’armatore restano 20 mila euro, dai quali va sottratto il necessario per pagare gli oneri sociali, le tasse, la manutenzione dell’imbarcazione, i costi di gestione dell’attività, eventuali danni. La soluzione al problema del caro gasolio è competenza della CE per il pagamento di contributi a percentuale sul costo del gasolio. A questo punto servirebbe anche un’accelerazione verso la ricerca e produzione di nuovi propulsori con grande risparmio di carburante. In un momento di crisi come questo, le innovazioni, lo studio e la ricerca risultano non solo utili ma necessarie per affrontare i problemi strutturali del settore Sarebbe importante, inoltre, soffermarsi sulla formazione e sulla consulenza e assistenza per la messa a punto di nuovi progetti necessari per utilizzare al meglio i 5 miliardi di euro in dotazione al Fondo europeo per la pesca (Fep) per il periodo 2007-2013 che intende favorire una pesca sostenibile. Tutto ciò diventa fondamentale in previsione anche dell’Area di libero scambio del Mediterraneo che entrerà in vigore a partire dal 2010.

Sanita’: ristrutturazione presidio ospedaliero
Come noto, l’Ospedale Abele Ajello di Mazara del Vallo è destinatario di un finanziamento di 17 milioni di euro, già decretati per la ristrutturazione. Fondi previsti e necessari per il potenziamento, la ristrutturazione e la messa a norma dell’ospedale Abele Ajello; fondi che mi auguro possano essere sbloccati anche con l’intervento dell’Assessore Massimo Russo.
Sono certo che, non mancando fra le sue priorità quella di affrontare la questione del Piano di riordino ospedaliero siciliano, prenderà a cuore la questione dell’Abele Ajello; non perché è l’Ospedale della sua Città, ma perché  nonostante le precarie condizioni strutturali, le carenze di organico e la vetustà della strumentazione, è stato e continua ad essere uno dei primi punti di riferimento dell’intera sanità provinciale, grazie all’impegno ed al senso di responsabilità dei suoi operatori.
Con l’occasione esprimo al Governatore Lombardo il mio pieno consenso per la coraggiosa scelta di inserire il Magistrato Massimo Russo nella squadra di Governo regionale e a questi, mio concittadino, esprimo il mio più sincero “in bocca al lupo”.

                        

  
                                                                                      

 

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