Il settimanale di Mazara del Vallo..... esce tutti i mercoledì in distribuzione gratuitaIl settimanale di Mazara del Vallo..... esce tutti i mercoledì in distribuzione gratuitaIl settimanale di Mazara del Vallo..... esce tutti i mercoledì in distribuzione gratuitaIl settimanale di Mazara del Vallo..... esce tutti i mercoledì in distribuzione gratuitaIl settimanale di Mazara del Vallo..... esce tutti i mercoledì in distribuzione gratuitaIl settimanale di Mazara del Vallo..... esce tutti i mercoledì in distribuzione gratuita
 05-09-2007   "Approfondimento"                                       Mazara del Vallo

                                                                                 

                             

L'intervista: Calcedonio Iemmola

di Nino Asaro


Ing. Calcedonio IemmolaIn vista delle primarie per la costituzione del Partito Democratico, ha destato molto interesse e curiosità la nascita del Comitato Provinciale per Letta che a Mazara ha raccolto numerose adesioni. Molti nomi di noti della politica locale, ex sindaci ed ex assessori, ma ancor di più tanta gente comune, soprattutto giovani, che hanno visto favorevolmente la possibilità di un dibattito politico ad li fuori dei rigidi apparati dei partiti tradizionali. L'ing. Calcedonio Iemmola è tra i fondatori di questo comitato. 

Ingegnere quali sono stati i motivi che vi hanno spinto a creare questa interessante iniziativa? 

«Ognuno dei soggetti che ha dato vita a questo comitato provinciale che sostiene la candidatura di Enrico Letta lo ha fatto seguendo un percorso diverso : chi proviene dal mondo cattolico , chi dalla Margherita , chi come chi scrive ha una lunga storia fra i DS, chi non ha mai fatto politica . Le motivazioni sono poi le più diverse. Tutti però siamo stati attratti dalla grande idea di potere partecipare alla costruzione di questo nuovo Partito che oltre che a semplificare il panorama della politica italiana , si spera possa diventare il soggetto di riferimento del centro sinistra per una politica sempre più incardinata alla soluzione dei problemi, per il governo delle cose senza estremismi da qualunque parte essi vengano, in una chiara ottica di modernizzazione e di riforme fatte e non solo parlate.» 

Come mai la scelta di formare il comitato e non seguire le normali vie indicate dai partiti per l'ingresso nel PD? 

«Un modo il nostro di entrare nel "Partito Democratico" , diverso da quello dei due partiti che ne hanno sancito la nascita, dai quali peraltro alcuni di noi provengono o hanno militato in anni passati, che non vuol dire però contro, come pure qualcuno vorrebbe fare passare come idea , ma solamente liberi da vincoli di appartenenza precostituiti e con le nostre gambe . In noi non c'è alcuno spirito di contrapposizione ma solamente un legittimo desiderio di esserci in modo intellettualmente libero. Di entrarci ciascuno con le proprie gambe e la propria testa , con il solo desiderio di portare dentro il Partito Democratico stimoli ed energie nuove , risorse umane nuove e vecchie che si potranno aggiungere ad altre esperienze in un sereno confronto dialettico. Sperando di essere un canale sia per stimolare energie sopite che per fare entrare dentro il PD gente nuova.»

Perché la vostra scelta è ricaduta su Letta? 

«Proprio per i motivi esposti prima mi è stato facile , assieme ad altri amici , decidere di dare una mano ad Enrico Letta, nonostante la suggestiva e forte candidatura di Veltroni. La candidatura di Enrico Letta, ma questo ovviamente vale anche per gli altri, ha consentito che il PD nascesse con l'imprimatur del metodo del pluralismo e della competizione, evitando il rischio di soluzioni monopolistiche o plebiscitarie che il nuovo partito deve evitare . Ci è piaciuto poi questo suo modo di proporsi in Sicilia al di fuori degli apparati delle segreterie , cercando di costruire una rete di affinità, di interessi comuni, di valori condivisi.»

Il 14 Ottobre il primo importante appuntamento per il Partito Democratico, le primarie...

«Il 14 Ottobre con la votazione per la scelta del rappresentante nazionale  e dei segretari regionali si avvierà la macchina  per la “costruzione “ del Partito Democratico . Nello stesso tempo nei seggi  che si costituiranno nei collegi elettorali della provincia di Trapani   si voterà anche per eleggere i rappresentanti  dell’assemblea costituente nazionale e di quella regionale. Le votazioni sono aperte a tutti i cittadini che condividono questo percorso.  Non equivalgono alla iscrizione ad un partito che ancora non c’è (ci sarà dopo),  segnalano però un interesse che per ovvie ragioni speriamo sia quanto più partecipato possibile. Un avvenimento importante questo , una data che definire storica non è retorica. Non tutti i giorni si assiste infatti alla nascita di un nuovo Partito , ma soprattutto non è usuale venga fatto così come lo si sta cercando di fare, chiamando a votare tutti coloro che sono interessati .
La costruzione di questo nuovo Partito è l’approdo finale di una lunga transizione che ha messo  assieme in una azione comune e condivisa la esperienza del cattolicesimo popolare con i valori della sinistra riformista e moderata. Per questo le primarie sono un’occasione straordinaria, da non perdere. E chi dice che basta un candidato unico vede i partiti come una cosa statica, con le loro truppe che non si devono dividere, con i confini già definiti. Noi non la pensiamo così : c’è una società piena di idee , di risorse , di competenze . La pluralità e la competizione sono un volano per farle venire fuori.»

Quali sono i punti programmatici che caratterizzano il Comitato Provinciale per Letta?

«Oltre alle cose dette intendiamo focalizzare il nostro impegno su alcuni temi: 

- Il tema di uno sviluppo economico equilibrato e sostenibile ; 
- La necessità di interpretare un forte desiderio di rinnovamento della politica ; 
- la visione di una politica orizzontale e non leaderistica, fatta di partecipazione , di ascolto , e di proposizione; 
- la concretezza anche nelle alleanze per la risoluzione dei problemi. 
Una visione cioè compiutamente laica della politica e sgombra da pregiudizi anche nelle alleanze in modo tale da privilegiare i programmi e non le ideologie o le posizioni preconcette.»

Da un po' di tempo si parla tanto di questione generazionale e di svecchiamento della politica, i 41 anni di Letta fanno ben sperare...

«Non è possibile che solo  nel nostro paese a quarant'anni si debba essere considerati ancora dei ragazzi, che non si riesca a trovare spazi e si debba fare la trafila , non solo nel mondo della politica ma anche in quello della economia, nella università, e nel lavoro più in generale . Siamo il paese in cui la età media delle rappresentanze istituzionali è fra le più alte. Un Paese dove l’età media dei top leader è di 68 anni è un Paese che ha dei problemi. L’età di Letta (41 anni) fa notizia solo in Italia ma in qualsiasi altro paese normale non stupirebbe nessuno: in Gran Bretagna Tony Blair a 43 anni ha incominciato a governare il suo Paese ed il conservatore David Cameron a 36 anni cercherà di prenderne il posto nelle prossime elezioni.»

Uno dei temi più cari a Letta è l'abolizione della cooptazione e la sana competizione politica, qual'è il suo pensiero ?

«Il metodo della competizione piuttosto che un momento di difficoltà o di lesa maestà, deve diventare il principio cardine delle scelte. Il metodo della cooptazione per cui chi è già dentro individua fra quelli che stanno fuori chi è meritevole di entrarvi è quello che a nostro avviso ha prodotto più guasti nella politica italiana perché in tale maniera chi , nell'esprimere liberamente le proprie idee osa sfidare troppo, difficilmente verrà cooptato. Il nuovo Partito deve quindi privilegiare il confronto , la partecipazione e la competizione senza le quali non prevarranno mai le ragioni dell'aprire ma la logica delle chiusure. Se succederà questo e le primarie serviranno soltanto a ratificare decisioni già prese dall'alto garantendo quelli che ci sono già , allora il Partito Democratico che noi vorremmo fallirà. Se invece questo non avverrà nascerà in Italia un partito moderno in cui il tema della leadership si affronterà con competizioni democratiche come già avviene nei più grandi paesi dell'Europa.»

Una delle lamentele di chi si vuole avvicinare alla politica è la difficoltà di trovare spazio negli schemi rigidi dei partiti, sarà la stessa cosa per coloro che vorranno far parte del Partito Democratico?

«Noi vogliamo un partito orizzontale e partecipato non un Partito del Leader. Non ci convince per niente la spettacolarizzazione della politica e dei suoi rappresentanti né siamo convinti che il Centro Sinistra debba rincorrere queste forme-partito. Crediamo di più ad un Partito di tipo orizzontale in cui ognuno ha titolo di esprimere liberamente le proprie opinioni e di farle prevalere legittimamente e democraticamente ; un Partito in cui i rappresentanti siano rappresentanti e basta e non azionisti di maggioranza. Un Partito in cui gli organismi di partecipazione e di direzione si confrontino liberamente per il ruolo e le funzioni che hanno e decidano senza condizionamenti le scelte che a loro compete statutariamente. Il Pd deve rompere lo schema del leaderismo: dobbiamo far nascere un movimento politico che sopravvive al suo leader e costringere gli altri ad abbandonare la logica del partito personale perchè la nostra gente non è un pubblico televisivo.»

L'Italia stenta a far decollare la propria economia, il partito democratico che mira a stabilizzare politicamente il centro-sinistra quale modello di sviluppo intende proporre?

«Cinque anni di governo del centro-destra non solo non hanno prodotto alcun altro modello di sviluppo alternativo a quello inventato nella precedente legislatura dal centro sinistra, della programmazione negoziata e del principio , pure esso competitivo, dello sviluppo dal basso (Patti Territoriali - Contratti di Programma - Contratti di Quartiere - …) , ma hanno perfino in qualche caso intercettato ed interrotto esperienze valide già avviate. Il tema della concertazione negoziata e dello sviluppo dal basso sono esperienze che debbono costituire la base di partenza per la ricerca di un nuovo modello di sviluppo. Il Partito Democratico ha bisogno di affrontare il tema di un nuovo modello di sviluppo che affronti con competenza e lucidità il tema non solo di uno sviluppo quanto più equilibrato possibile , ma di uno sviluppo molto incardinato su processi di innovazione , competitività, e modernizzazione.. Assieme all'idea che l'Italia post-industriale sia un paese di produzione dell'economia del tempo libero ( lo spettacolo , la industrializzazione della cultura …) bisogna fortemente e velocemente aggiungere il modello di sviluppo dei Distretti Industriali dei Poli di eccellenza da mettere in rete e della prevalenza della ricerca. L'idea dello sviluppo supportato dalle fibre ottiche e dai sistemi di rete per la interconnessione dei poli diversi dello sviluppo deve essere il punto di partenza intelligente e ragionato per lo sviluppo della Sicilia e del mezzogiorno d'Italia. Uno sviluppo che sappia coniugare la produttività con la ricerca scientifica e la sperimentazione.»

Da un lato le statistiche dicono che in Italia i laureati sono ancora troppo pochi, dall'altro l'ingresso a numero chiuso in molte facoltà impedisce ai giovani di programmare serenamente il loro corso di studi. Il PD come intende procedere?

«Quello del diritto allo studio è uno dei temi su cui il Partito Democratico dovrà lavorare. Nonostante negli ultimi anni siano raddoppiate le sedi universitarie si assiste ancora a procedure di ingresso alle Facoltà che non consentono ai ragazzi di affrontare serenamente il proprio futuro secondo le proprie legittime aspirazioni, scegliendo il corso di studi verso cui più si sentono portati , ma di ripiegare verso indirizzi di risulta. La selezione non può essere fatta con dei Quiz,  sulla cui validità ci sarebbe tanto da discutere,  come se si fosse ad una trasmissione televisiva- Se selezione nell’accesso deve esserci questa va fatta saggiando la preparazione curriculare dei ragazzi nel corso dei precedenti anni di studi. Per non parlare poi dei costi che le famiglie debbono sostenere . Ogni prova di accesso costa non meno di 500 euro fra quote di iscrizioni, viaggi, soggiorni , per non parlare poi dei corsi a pagamento.»
                            

  
                                                                                      

 

HOME INTERVISTE

 
 

© Copyright 2001-2007   MEDIBA Media Communication Software                                  

Hit Counter