09-07-2008   "L'intervista"                                       Mazara del Vallo

                                                                                 

                             

Grande Uff. Ignazio Giacalone

di Nino Asaro

 

Pubblicato sulla Gazzetta ufficiale il Decreto legge relativo a "Misure urgenti per fronteggiare l'aumento delle materie prime e dei carburanti nel settore della pesca, nonché per il rilancio competitivo del settore". Mentre nei prossimi giorni il Consiglio pesca della Commissione Europea si riunirà per adottare delle misure per fronteggiare il caro gasolio e l'ammodernamento dei natanti. Queste misure sono state accolte con relativo entusiasmo dal comparto ittico mazarese. Per saperne i motivi ed analizzare lo stato della crisi della pesca ne abbiamo parlato con il Grande Uff. Ignazio Giacalone già presidente di Federpesca e sindaco di Mazara. 

Per quale motivo queste norme non hanno suscitato molto entusiasmo?
 
«Questo decreto legge, con il fermo temporaneo d'emergenza indennizzato per imprese ed equipaggi e l'estensione della cassa integrazione straordinaria al comparto della pesca, rappresenta un intervento per tamponare le emergenze ma non risolve minimamente i problemi della pesca che vanno affrontati in maniera organica e strutturale. Bisognerà poi conoscere l'entità di questo provvedimento e soprattutto la tempistica dell'erogazione del contributo. Ricorderà che fino a pochi mesi fa i pescatori dovevano ancora riscuotere il fermo biologico del 2005 e 2006. Il fermo di un mese potrà essere attuato solo con l'anticipo del contributo, altrimenti non credo che i pescatori potranno permettersi di stare fermi per un mese. A settembre l'uscita sarà possibile solo con un adeguato anticipo una tantum.» 

Quali sono secondo lei i provvedimenti più importanti per iniziare ad uscire dalla crisi ? 
«Da 18 mesi è entrato in vigore il nuovo regolamento dell'Unione europea sulla pesca, un regolamento che pone in atto nuove disposizioni per la pesca mediterranea che non si adattano minimamente al tipo di pesca attuato dalla flotta mazarese. Pensare di trasferire nel Mediterraneo metodi in uso nella pesca del Mar del Nord che sono in contrasto con la specificità del nostro mare significa affossare definitivamente la nostra marineria. E' necessario chiedere un incontro al ministro Brunetta al fine di adottare un provvedimento per semplificare le procedure, compreso la modifica del codice di navigazione. E' allucinante pensare quanti documenti e controlli sono necessari per potere mettere in regola un motopesca prima di partire per la battuta di pesca. Ma se da un lato la vecchie norme ti complicano la vita, dall'altro la normativa europea ha inasprito le sanzioni aumentandole alcune del 600% (da 2.000 a 12.000 euro) e ne ha introdotto delle nuove senza che nessuno le abbia contestate. Ciò sta a dimostrare la scarsa tensione morale a sostegno della crisi del settore. E' necessario e indispensabile, inoltre, che si dia attuazione ai Piani di Gestione coinvolgendo armatori, pescatori e sindacati. » 

Ma di chi è il compito di convocare le parti o di suggerire i provvedimenti da adottare? 
«Veda un vecchio proverbio dice che non c'è miglior medico del malato. Intendo dire che se è vero che Mazara è la prima marineria d'Italia, è da Mazara che devono partire le prime proposte per il rinnovamento strutturale del settore pesca. Ma per fare questo è necessario che la marineria sia unita e compatta nell'elaborare un progetto di sviluppo. Invece, inspiegabilmente, è divisa in tre associazioni armatori in perenne contrasto ed io mi chiedo chi è che vuole tutto questo? Federpesca che dovrebbe essere da guida per l'intera marineria, tranne qualche comunicato e la passerella in qualche manifestazione, sembra giovarsi di questa eterna frattura tra le associazioni. Basti pensare che la stessa associazione dopo otto anni senza rinnovare i propri organismi, su sollecitazione del presidente della Confindustria ha solo rinnovato il presidente. Occorre sottolineare l'importante ruolo che devono svolgere i sindacati, purtroppo ad oggi si ha l'impressione che anziché assumere un proprio ruolo assecondino le scelte immobilistiche di Federpesca. Infine la politica locale, provinciale e regionale: tranne un finto interessamento in periodo elettorale poi la marineria è completamente abbandonata a se stessa. Chi si ricorda, anche una sola iniziativa, che la Provincia o questa amministrazione abbia adottato in favore della pesca?» 

Per concludere da chi potrebbe partire il segnale per intavolare una discussione unitaria e senza pregiudizi? 
«Credo che il vescovo Mons. Mogavero, nella sua sensibilità sociale, con l'ausilio del Comandante della Capitaneria di Porto di Mazara, possa farsi carico di formulare un pressante invito utile solamente per avviare un tavolo di discussione tra le associazioni armatoriali e sindacati, allargandolo anche a rappresentanti politici locali e provinciali, al fine di individuare una piattaforma unitaria e dei rappresentanti che, a nome dell'intero comparto, portino avanti le istanze della marineria mazarese in seno al Governo Italiano e alla Comunità Europea e alla Regione. Gli operatori che dal mare traggono il loro reddito, per guardare con fiducia al proprio futuro, devono effettuare una svolta innovativa del sistema pesca Mazara. Se questo non avverrà entro tempi brevissimi, la crisi potrebbe diventare irreversibile.»

                        

  
                                                                                      

 

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