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 29-08-2007   "Approfondimento"                                       Mazara del Vallo

                                                                                 

                             

L'intervista: Pino Bianco

di Nino Asaro


il consigliere provinciale dei Ds - Giuseppe Bianco
Giuseppe Bianco, medico, eletto con i Ds consigliere provinciale dopo essere stato candidato a sindaco nelle recenti amministrative di Mazara del Vallo. Come giudica questo suo primo anno di esperienza nel consiglio provinciale, considerato che qualcuno dice che, pur essendo in sette, non avete fatto nulla?

Il primo anno di esperienza da consigliere provinciale ha risposto sicuramente a quelle che erano le mie aspettative, ho avuto modo di confrontarmi con un ambiente istituzionale, con uomini della politica, con le regole della politica, con il modo di amministrare. Quindi una palestra importante che sicuramente ti permette di interpretare e di capire meglio quelle che sono le attività dei singoli comuni, dei movimenti e quant’altro.
In questo primo anno vissuto da consigliere di opposizione, per il fatto che questa giunta ha proposto molto poco, poche volte ci siamo trovati nelle condizioni di dovere scegliere cosa votare se a favore o contro perché in effetti di atti veri ne sono stati presentati in aula davvero pochi. Questa è una tristezza assoluta, questa è una fotografia di un consiglio provinciale assolutamente svuotato del suo significato.
Da consigliere dell’opposizione ho votato atti sia a favore che contro e chiaramente per me è un bilancio positivo, mi stranezza che qualcuno parli di attività fallimentare che addirittura equivale a zero,  mi riferisco ad  un’intervista rilasciata dal mio caro amico Filippo Armato, io onestamente non mi sento di appartenere ai sette la cui attività politica equivale a zero. Uno può criticare sui singoli atti, può contestare ed esprimere la propria opinione, ma in maniera qualunquista e populista, dire che l’attività politica di un gruppo equivale a zero mi sembra eccessivo.

Riguardo alla mancata designazione di un assessore mazarese qual è la sua opinione?

La mia opinione è che era scontato, Mazara non è stata un grande serbatoio di voti per il presidente D’Alì, è stata l’unica delle grandi città della provincia di Trapani dove il centro sinistra ha vinto con il 52% dei voti  e quindi noi paghiamo, secondo me, questo scarso risultato che il centro destra ha portato a D’Alì. E poi senza volere offendere nessuno, molto probabilmente la classe politica mazarese del centro destra non riesce a difendere gli interessi di una città importante quale Mazara, cosa dove i trapanesi, alcamesi, e marsalasi riescono invece molto bene. Quindi quali sono i loro accordi interni francamente non li so, però il risultato è quello che la terza città della provincia di trapani non ha a tutt’oggi un assessore. Questa è la dimostrazione che il centro destra di Mazara non è tenuto in grande considerazione.

Ritiene fondata la diceria che alla fine il consiglio provinciale non è altro che un secondo consiglio comunale di Trapani ? 

Io non conosco il consiglio comunale di Trapani, sicuramente il consiglio provinciale così come l’ho visto fino ad oggi, assomiglia più a un palcoscenico, ad una passerella dove i singoli attori, mi pare, sono di passaggio e stanno rappresentando qualche cosa per traghettare altrove. Dimostrazione ne è il fatto che molti consiglieri provinciali, pensano di andare a fare gli assessori nel proprio comune, oppure si sono candidati a sindaco nei vari comuni. Su una cosa non c’è dubbio, che in seno al consiglio provinciale Trapani la fa da padrone. Il sindaco ed il consiglio comunale di Trapani hanno sicuramente un ruolo determinante in quelle che sono le scelte anche del consiglio provinciale.

In politica lei è un figlio d’arte, suo padre è stato uno dei maggiori esponenti del Partito Comunista a Mazara. Che cosa lo ha spinto a mettersi in politica ? 

I miei amici sanno che io ho fatto politica da sempre, noi eravamo piccolini e già c’era una contrapposizione non solo per la squadra di calcio dove io ero l’unico juventino tra tanti milanisti e soprattutto interisti, ma si dibatteva anche sulla mia appartenenza politica, evidentemente più che altro teorica, ad una formazione di sinistra. La vita mi ha portato allo studio, ho compiuto degli studi importanti, mi sono laureato, ho fatto una importante specializzazione, ho dedicato quindi una parte considerevole del mio impegno alla professione. Non ho mai trovato molto tempo per dedicarmi alla politica, però nel mio interno l’ho sempre fatta, seguita ed osservata. Ed in quanto figlio d’arte, qualche volta qualcuno mi ha anche un pò tirato per la giacca, Fino a quando il mio incarico di tipo diverso  alla università di Palermo, vuoi anche la vicinanza, mi ha dato in effetti la possibilità di trovare un pò di spazio che con grande passione e, senza volere sembrare un eroe, con grande sacrificio io utilizzo per cercare di dare un mio contributo. Lo considero un contributo di un uomo libero, di una persona che sicuramente può dare idee, può dare fatti, può dare personalità e può contribuire ad essere spero punto di riferimento soprattutto per i giovani. I giovani che sono un bene al quale noi dobbiamo guardare con grande  interesse perché sono quelli che ci devono fare uscire fuori da questa condizione di precarietà, di sottosviluppo in cui la nostra terra ancora si trova.

A mio parere l’attuale classe politica è lontano dalla gente, e si avvicina ad essa solo nel periodo elettorale. E’ d’accordo?  

Assolutamente si. E’ verissimo. Volendo trovare dei responsabili credo che la colpa sia di entrambi, da un lato i politici e dall’altro i cittadini. Il politico di professione preferisce gestire il potere senza che nessuno possa interferire con le attività di un gruppo con le attività parlamentari e quant’altro. I cittadini dall’altra parte sentono questa difficoltà e quindi abbandonano la politica dando campo libero ai politici di professione che vedranno sempre più rafforzata la loro posizione.
Invece, i cittadini devono fare uno sforzo e deve mettere in discussione questa classe politica che in effetti perché vuole il predominio culturale sui cittadini li allontana sempre di più.

Ad Aprile c’è stato un cambio al vertice dei Ds di Mazara, come è il rapporto fra le varie componenti mazaresi del partito ?  

I Ds sono un partito che ha una storia straordinaria, una storia fatta di grande battaglie e quindi ha sviluppato in tutti questi anni una grande capacità critica nei confronti della cultura dominante, nei confronti delle classe politiche, che soprattutto nel meridione, hanno prodotto il degrado che noi oggi viviamo e osserviamo. E’ chiaro che nel momento in cui questo partito che è un partito aperto al contributo personale di ognuno, si apre al mondo esterno, ci possono essere nuovi contributi che producono serissime ed importantissime discussioni. Io credo che le discussioni e le contrapposizioni ed il confronto sono il sale della politica. La politica vince nel momento in cui dalle aspre discussioni alla fine emerge una unità del partito, una linea comune. Questo è quello che è successo nel nostro congresso di aprile, ci sono state delle contrapposizioni sulle linee politiche, quindi contrapposizioni politiche e non personali  che hanno prodotto il prevalere di una linea politica che ha avuto poi l’onore ed onere di indicare una segreteria, di indicare un nuovo gruppo dirigente. Il partito dei Ds è presente e vuole avere un ruolo importante, come d’altra parte deve avere il maggiore partito di centro sinistra, che oggi esprime un Presidente della Repubblica, il ministro degli esteri, che esprime cariche ai più alti livelli. Quindi noi abbiamo il dovere, in quanto democratici di sinistra, di avere un ruolo attivo, importante e determinante nella vita politica della città di Mazara.

Quali sono i suoi riferimenti politici in ambito provinciale e regionale?  

Io faccio riferimento al nostro onorevole regionale che è Camillo Oddo, sempre in ambito regionale abbiamo una folta schiera di uomini ai quali onestamente non mi sento di riferire con il mio operato politico, ma ho avuto la possibilità e anche la fortuna di potere collaborare attivamente con l’on, Peppe Lumia, con il vice ministro Angelo Capodicasa con i quali ho un buon rapporto per la carica politica che occupo, di assoluta lealtà e trasparenza.

Lei crede veramente che il Partito Democratico che si andrà a costituire possa rappresentare una svolta nella politica della sinistra ?  

Lo credo e deve rappresentare una svolta nella politica della sinistra. Il partito democratico deve dare delle risposte ad interrogativi ai quali i singoli partiti Ds, Margherita, le associazioni, il volontariato da sole non possono dare. Il futuro è il luogo dove noi ci incontreremo e dove noi sicuramente troveremo il motivo per restare insieme. Non è certo guardando indietro, guardando al passato che io andrò a trovare i motivi per i quali vado a formare il partito democratico. Noi abbiamo di fronte tutta una serie di grandi impegni che riguardano i grandi temi, mi riferisco al clima, al cambiare le regole del mondo del lavoro, al mondo economico e finanziario etc…, questa unione e la formazione di questo nuovo partito ci permetterà di avere un ruolo sicuramente attivo. Noi dobbiamo coinvolgere tutti, tutti, tutti.

Non pensa che, con l’ingresso in questo partito, in tanti temano di perdere possesso del proprio orticello elettorale e siano pronti ad uscirne se insoddisfatti di quanto ottenuto? 
 

Non deve accadere. Le prime mosse del partito democratico sono state a mio avviso non perfettamente azzeccate, perché la candidatura di Walter Veltroni alla guida del partito così come è nata è chiaro che a noi tutti non è piaciuta. Pur condividendone l’importanza che avrà all’interno del partito abbiamo avuto l’impressione che si è cominciato dall’alto piuttosto che dal basso. In questo modo il primo messaggio che si trasferisce è che le decisioni vengono prese ancora una volta nella stanza dei bottoni. Questo significa preservare il proprio orticello, quindi il timore che lei dice lo condivido, ma a fronte di questa partenza come dire a tre cilindri, successivamente sono avvenuti una serie di fatti, primi fra tutti la presenza di nuovi candidati alla guida del partito, importanti discussioni che si sono aperte a tutti i livelli, la nascita anche a livello di singole città di associazioni, di gruppi che sono molto interessati al partito democratico. Questo allora sta facendo riemergere quello che deve essere lo spirito nella costituzione del partito democratico, cioè un nuovo partito dove il contributo deve venire dal basso e non dall’alto. Ora io mi auguro che tutti trovino lo spazio che desiderano, che tutti abbiano le soddisfazioni politiche secondo le proprie ambizioni. E’ naturale che il politico sia ambizioso non è naturale che chi non veda premiate o chi non avrà la possibilità di sviluppare le proprie ambizioni cerchi di svilupparle in altre formazioni politiche. Questi sono i volta gabbana e di questi purtroppo la nostra classe politica  ne è piena. Io insieme a tantissime altre persone non apparteniamo a questi e spero che anche coloro i quali pur legittimamente aspirando a ruoli non lo avranno perché non tutti possono essere generali come diceva un mio professore, rimangano invece a dare il proprio contributo, perché il partito democratico ha bisogno del contributo di tutti. Noi dobbiamo includere e non escludere, dobbiamo trovare il modo per potere sensibilizzare, spronare ed interessare tutti coloro i quali desiderano entrare a far parte del partito democratico.

La sua opinione sulla situazione politica amministrativa di Mazara ? 

Noi l’abbiamo espresso come partito e lo ribadiamo ogni volta che ce ne è la possibilità. Noi abbiamo avuto nelle scorse elezioni un candidato che era il sottoscritto che non è stato premiato dall’elettorato, abbiamo fatto una scelta che è stata quella di rimanere all’opposizione. In questi tre anni sono accaduti tanti fatti, abbiamo vissuto l’adesione da una parte del partito al progetto del sindaco Macaddino, che purtroppo ha portato all’espulsione appunto di questi componenti, purtroppo nel senso che si poteva seguire un percorso un pò diverso. Siamo ormai a due anni dalle nuove elezioni, la situazione è immutata, per quanto ci riguarda non è cambiato nulla, anche se ci sono stati dei segnali di coinvolgimento della formazione dei Ds.

Gira voce che siete già pronti ad appoggiare il sindaco ed avete richiesto 2 assessorati. Quanto c’è di vero?  

Smentisco categoricamente questa diceria, la smentisco perché entrare o non entrare in una giunta non è certo dipendente da assessorati o da poltrone. I democratici di sinistra sono un partito che ha l’obbligo di assumersi responsabilità, queste possono essere di governo o di opposizione, qualunque esse siano vengono fatte in maniera ragionata e ponderata. L’aderire o meno ad un progetto amministrativo dipende da tanti fattori. Bisognerebbe chiarire quali sono gli aspetti programmatici di una eventuale collaborazione, noi non abbiamo avuto sino ad oggi nessuna fame di poltrone e quindi mi stupisco della diceria dei due assessorati. Io non sono possibilista né nell’uno né nell’altro senso, io sono tra coloro i quali con attenzione valuta la proposta politica e quindi portandola al vaglio del partito, dei dirigenti, degli iscritti, si prenderà in comune accordo una decisione. Credo che tutto questo nasca dalla convinzione che con la nascita del partito democratico che vedrà la presenza degli amici della Margherita e dell’MRE che sono già in giunta, faccia ritenere scontato l’appoggio all’amministrazione. Credo che non sia così scontato perché tutto va fatto secondo delle basi programmatiche, quindi nessun ingresso scontato nella giunta, restiamo all’opposizione di quest’ amministrazione.

Pensa di ricandidarsi  nuovamente a sindaco?  

Io  sto seguendo in questi giorni le interviste e sono un pò sorpreso nel vedere che tanti politici in un modo o nell’altro danno l’idea di volere candidarsi alla guida amministrativa di questa città. Non capisco con quale facilità si possa affermare una cosa del genere, amministrare la città di Mazara non è una cosa semplice, la città di Mazara è una città complessa, è una città difficile, è una città con problemi d’immigrazione. Tutti si vogliono candidare come se stessimo parlando di andare a fare l’amministratore del proprio condominio. Il candidarsi o meno alla guida di una città nasce da tutta una serie di presupposti, io sono un uomo di partito, vivo in un partito, vivo integralmente la vita politica del partito. Chi viene nei partiti non può ragionare con l’idea  “io mi voglio candidare “.  Io dico semplicemente che noi dobbiamo prestare la massima attenzione nella scelta del futuro candidato a sindaco di Mazara perché abbiamo degli avversari agguerritissimi che stanno nel centro destra e che a mio parere devono essere sconfitti. Ma il fine non giustifica i mezzi, io per ottenere questo obiettivo non sono disponibile a tutto, sono disponibile ad un ragionamento serio che coinvolga tutti i quali ne vogliano far parte, per arrivare ad una sintesi che può avere grande probabilità di successo, anche perché questo centro destra sembrerebbe frammentato come non mai. Se nel centro destra c’è questa corsa a candidarsi sindaco vuol dire che c’è la convinzione che l’avversario dall’altra parte è debole, altrimenti non ci sarebbero tutti questi candidati. quindi ognuno ne tragga le proprie conclusioni. In conclusione ripeto che il candidato sindaco del centro sinistra deve scaturire da un progetto scegliendo chi meglio può interpretare quel progetto.

In molti ritengono che l’attuale classe dirigente sia inadeguata a dare una svolta a questa città. Abbiamo qualche speranza?   

La speranza c’è, perché questa è una città straordinaria, è una città che eccelle in tantissimi campi, perché ci sono delle persone che sono state in grado di interpretare lo spirito di avventura, delle professioni, del commercio e questa è una città ricchissima. Noi dobbiamo semplicemente stanarli, dobbiamo farli uscire fuori. I cittadini devono essere coinvolti, ma ci devono mettere qualcosa di loro, senza volere fare retorica oppure critica a nessuno, io sono sicuro che questa città ha potenziali politici a iosa, a bizzeffe, il problema è convincerli a venire fuori. Io sono sicuro che il partito democratico può essere la molla, la spinta che può rimettere veramente tutto in discussione, d’altra parte questo è il progetto politico più interessante degli ultime trent’anni. Credo che non ci sia un precedente nella storia del mondo occidentale, che un partito che sta governando il suo paese crei le condizioni per diventare un partito nuovo. Questo è un progetto talmente grandioso che secondo me riuscirà a rendere adeguata la classe politica nella nostra città a quelli che sono gli impegni che la politica richiede ai cittadini e soprattutto a coloro i quali si candidano ad esserne la guida

Negli ultimi mesi infuria la polemica sul riassetto delle Asl e a Mazara si ha l’impressione che a pagarne di più le conseguenze sarà l’ospedale Abele Ajello. Qual è la sua opinione in merito, visto che la sua professione è quella di medico?  

Oltre ad essere medico sono nella commissione provinciale della sanità e quindi abbiamo affrontato questo problema del riordino fin da quando questo piano è stato presentato circa un anno fa. Un piano che fin da subito ha dimostrato di essere inadatto ed inefficace per quella che è la soluzione dei problemi della sanità della provincia di Trapani. La premessa necessaria è che la sanità in provincia di Trapani ha un problema perché non è una sanità di grandissime eccellenze. Se abbiamo eccellenze in alcuni settori in qualche altro ne siamo un pò sprovvisti. Visto che la sanità è direttamente una dipendenza dell’assessore alla sanità e quindi della Regione, l’opera del politico deve essere svolta nella direzione di migliorare l’efficacia e l’efficienza del sistema sanitario provinciale. Quindi sono d’accordo per i piani di riordino perchè parto dalla constatazione che attualmente non è il massimo che noi dobbiamo pretendere. D’altra parte io lavoro a Palermo e sono stanco di vedere cittadini della provincia di trapani che vengono trasferiti dagli ospedali della provincia agli ospedali di Palermo. Perché non debbono rimanere nella nostra provincia per risolvere tutta una serie di problemi anziché venire Palermo? Voi capite che vuol dire il disagio per le famiglie, il disagio per gli stessi pazienti in un ambiente non loro. Quindi partendo da qui io capisco che è necessario fare qualcosa, ma da qui a penalizzare il nostro ospedale ce ne passa. Veda noi stiamo pagando una mancata programmazione sanitaria della Regione negli anni passati. L’ospedale di Marsala, il nuovo ospedale è una struttura che nasce perché l’allora assessore alla sanità Massimo Grillo, politico di rango, riesce in un modo o nell’altro a fare arrivare per la città di Marsala un mega finanziamento per la realizzazione dell’ospedale, elo stesso è avvenuto a Castelvetrano. L’ospedale di Mazara da chi è stato protetto? Ognuno faccia le proprie considerazioni, il fatto è che noi avevamo il migliore ospedale della provincia, eravamo un punto di riferimento, tanto che da Marsala venivano a Mazara e così pure da tutto il Belice. Mazara significava chirurgia, ginecologia, 15 anni fa a Mazara nascevano 1400 bambini l’anno ora ne nascono 350, continuando così la chiudono la ginecologia dell’ospedale di Mazara. Dico la ginecologia per dire altri reparti, è evidente che questo ospedale scientificamente e volutamente è stato abbandonato. Questo ospedale poi ha subito l’ usura degli anni e senza adeguati finanziamenti che man mano lo rimettessero in regola con quelle che sono le norme vigenti, il risultato finale è stato che noi abbiamo un ospedale tra virgolette decadente che necessita di un mega finanziamento di 17 milioni di euro che non arriva. Allora di fronte a due mostri ospedale di Castelvetrano ed ospedale di Marsala l’ospedale di Mazara è destinato alla chiusura. Noi ci dobbiamo opporre a questo, noi non possiamo pensare che l’ospedale di Mazara, una città così importante sia declassata e sia trasformata in un ospedale di secondo, terzo, quarto ordine. D’altra parte il piano di riordino nel momento in cui è stato messo in atto è stato bloccato per volontà dell’assessore, quindi questo significa che anche loro sono confusi, anche loro nella testa hanno patate, scusate il termine, ma è così. Perché da una parte con un fax il 24 di luglio si dice trasferite, trasferite, successivamente l’ass.Lagalla dice bloccate tutto. Ditemi voi se questo è degno di un sistema sanitario che deve avere come primo obiettivo quello di curare la gente e di dare serenità. La gente non capisce più nulla, è spaesata, vede che queste persone sono assolutamente inadeguate a determinare un cambio di marcia una accelerazione nel senso del miglioramento di quella che è la risposta alle esigenze della popolazione per quanto riguarda l’aspetto sanitario. D’altra parte la Sicilia da 50 anni vota alla stessa maniera, da 50 anni ha gli assessori della sanità che appartengono alla stessa linea politica, non me ne voglia l’amico Roberto Lagalla che è persona degnissima, di grandissima capacità, un tecnico che sta facendo delle cose straordinarie, quindi non è a lui che è rivolta la mia critica, ma a le passate classe politiche. Basta ricordare che nel recente passato  la figlia di un assessore alla sanità era la presidentessa della sanità privata della regione siciliana, il conflitto d’interessi nel centro destra è sempre stato presente.
     

  
                                                                                      

 

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