04-06-2009


   


A poche ore dalla fine della campagna elettorale i quattro candidati a sindaco rivolgono un ultimo appello alla Città.

Vinnuccia Di Giovanni:«Abbiamo fatto una campagna elettorale tra la gente, per ascoltare i bisogni della gente. Una campagna elettorale lontana dalle polemiche e dagli insulti, improntata sui programmi, rivolta ai mazaresi e alla Città. Un progetto innovativo costruito assieme ai nostri alleati. Le conoscete ormai tutti le cinque vie, una persona, un metodo: legalità, trasparenza e lotta alle infiltrazioni mafiose. Una persona, un metodo, un traguardo: fare volare in alto Mazara. Cinque vie: navigare e quindi la portualità, viaggiare e cioè le infrastrutture, vivere e penso al centro storico, aiutare che vuol dire il welfare locale, primeggiare e quindi la compettitività. Invito, pertanto, gli elettori a votare Vinnuccia Di Giovanni per la concretezza dei programmi che ho presentato, perchè sono il nuovo, perchè sono una donna, perchè non ho un passato alle spalle da difendere, perchè sono proiettata nel futuro con la forza e la determinazione che mi contraddistingue.»

Toni Scilla:«Siamo alla fine della campagna elettorale, devo dire che sono davvero soddisfatto perchè il consenso c'è e continua a crescere giornalmente. Ribadisco nuovamente che noi abbiamo un progetto ambizioso ma realizzabile, quindi non bisogna guardare soltanto la qualità del programma, bisogna comprendere chi sono gli uomini che possono realmente realizzare quei progetti, per fare diventare un sogno una realtà. Spesso in campagna elettorale tutti hanno promesso di tutto e di più e poi non sono mai riusciti a mantenere le promesse, né Cristaldi da trent'anni e né chi sta dietro alla Vinnuccia Di Giovanni, perchè anche coloro che stanno dietro alla Di Giovanni hanno delle responsabilità per quanto riguarda l'ospedale, per quanto riguarda l'ultima amministrazione. Io dico che da parlamentare regionale ho fatto un atto d'amore, ho scelto di fare il primo cittadino non quando ero pronto per la pensione, ho scelto di farlo nel pieno delle mie energie fisiche e mentali, perchè prima preferisco fare il sindaco di Mazara del Vallo, dedicarmi ad ogni singolo uomo e donna della mia città e poi in futuro vedremo se dovrò avere altri ruoli. Quindi è una scelta d'amore verso i mazaresi che spero la mia città comprenda bene..»

Nicola Cristaldi:«Abbiamo presentato un progetto, lo abbiamo confrontato con la gente, abbiamo evitato di rispondere agli insulti alle ingiurie che sono state usate contro di noi. Abbiamo un grande progetto trasformare la nostra piccola grande città in una piccola grande capitale ne mediterraneo, attraverso l'ambizioso progetto d'inventare un terzo polmone economico quello del turismo per Mazara del Vallo da sommare a quelli tradizionali come l'agricoltura e la pesca. Immaginiamo di fare quattro grandi strutture che cambieranno il volto della nostra città, l'abolizione della ferrovia con l'invenzione di un nuovo sistema di trasporti affidato ad un trenino gommato, la grande questione dell'acqua potabile attraverso la collocazione di dissalatori, il recupero del centro storico e la utilizzazione anche ai fini culturali per trasformarlo in un grande momento turistico e poi il fiume Mazaro disinquinarlo e trasformarlo in un porto da nautica sportiva. Grandi ambizioni lo so, ma sono le grandi ambizioni che fanno grandi le piccole popolazioni.»

Peppe Marino:«”Un’altra città da un’altra politica”. Questo è il nostro slogan e per questo la scelta di candidarmi è nata all’interno del direttivo di IdV, quindi la mia candidatura nasce dal basso secondo un modello eticopolitico contrapposto ad un quadro politico confuso e litigioso. Ho riassunto in 10 punti quello che potrebbe essere il governo della Città con IdV e sarà incentrato su una rinascita culturale, sull'ambiente, sullo sport , sulla solidarietà sociale. L'appello finale agli elettori è quello che facciamo innanzitutto agli elettori che si sentono oggi responsabili della partenza dei propri figli da questa città. Perchè sono loro i primi responsabili di questa lontananza. Noi vogliamo che questa gente scenda in campo, partecipi alla vita politica, vada a votare e che la prossimità, che spesso purtroppo è sintomo anche di connivenza, questa volta sia sconfitta e tutti possiamo partecipare al voto. Ovviamente votate per me perchè io ritengo che fra i diversi candidati sia quello che effettivamente possa dare qualcosa a questa città.» (nasa)

 


  

Pubblicato un bando FEP che potrebbe essere utilizzato per finanziare la ristrutturazione e l’ammodernamento del nostro porto. Scade entro 90 giorni, riusciranno i nostri amministratori ad approfittarne senza lasciarlo scadere?

Venerdì 29 maggio sono stati pubblicati sulla Gazzetta ufficiale della Regione due bandi del Fep 2007/2013, il Fondo europeo per la pesca in Sicilia, a firma del dirigente generale del dipartimento Pesca, Gianmaria Sparma. Circa 12 milioni di euro, riferite alle annualità 2007-2008-2009: poco meno di 7 milioni di euro, sono le somme assegnate per “Investimenti produttivi nel settore dell'acquacoltura”, a valere sulla misura 2.1. , mentre circa 5 milioni sono le risorse che sono state stanziate per finanziare “Porti, luoghi di sbarco e ripari da pesca”, a valere sulla misura 3.3. Ed è proprio quest'ultima misura che potrebbe essere utile alla città di Mazara, infatti nell’ambito di tale misura il FEP può finanziare investimenti per ristrutturare i luoghi di sbarco e per migliorare le condizioni per il pesce sbarcato dai pescatori costieri nei luoghi di sbarco esistenti designati dalle autorità nazionali competenti. In particolare gli investimenti dovranno essere indirizzati : a) a migliorare l’efficienza delle strutture adibite all’attività di pesca quali le condizioni di sbarco, trattamento e magazzinaggio nei porti dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura e della loro messa all’asta; b) alla fornitura di carburante, ghiaccio, acqua ed energia elettrica; c) all’attrezzatura per la riparazione e la manutenzione dei pescherecci; d) alla costruzione, all’ammodernamento e all’ampliamento delle banchine, migliorando la sicurezza delle operazioni di sbarco o carico; e) alla gestione informatizzata delle attività di pesca; f) al miglioramento della sicurezza e delle condizioni di lavoro; g) al deposito e al trattamento degli scarti; h) alle misure per ridurre i rigetti in mare. Al fine di migliorare la sicurezza dei pescatori, tale misura consente di sostenere gli investimenti connessi alla sicurezza finalizzati alla costruzione o all’ammodernamento di piccoli ripari di pesca, nonché il miglioramento delle condizioni di lavoro attraverso l’aumento delle competenze professionali. I soggetti ammissibili a finanziamento sono micro, piccole e medie imprese operanti nel settore della pesca; Province e Comuni; organizzazioni riconosciute ai sensi del Reg. CE n. 104/2000, che operano per conto dei produttori. Visto le condizioni in cui versa il nostro porto canale sarebbe un grave errore non partecipare a questi bandi, anche perchè per i soggetti pubblici questa misura finanzia il 100% della spesa, mentre per i privati il finanziamento si ferma all'80%. Le istanze per accedere ai contributi dei due bandi dovranno essere presentate entro il termine perentorio di 90 giorni a decorrere dal primo giorno successivo della pubblicazione del bando sulla Gazzetta. Potranno essere presentate richieste ogni anno, dal 2010 al 2013, entro il sessantesimo giorno di ciascun anno, a decorrere dal primo gennaio. Pertanto, elezioni o non elezioni, entro Agosto, se non vogliamo perdere questa opportunità, l'amministrazione comunale, vecchia o nuova che sia, dovrà redigere e presentare qualche progetto ben fatto nell'interesse della città di Mazara. L’assessore regionale alla Cooperazione e Pesca, Roberto Di Mauro, ha sottolineato che: «Tutti gli obiettivi dovranno essere realizzati, se si vuole far rinascere il settore. Nel 2010 saranno attribuite le nuove risorse in relazione alle richieste pervenute in modo che tutti i progetti potranno essere finanziati e realizzati. »  (nasa)




  

  

«Qui siamo molto confusi». La moglie del marittimo imbarcato sulla «Buccaneer»: «Non sappiamo cosa pensare»

«Siamo confusi, in questo via vai di notizie non sappiamo cosa più pensare. Sono preoccupata ma al tempo stesso ancora fiduciosa». Lo ha detto ieri mattina Giovanna Giacalone, moglie del marittimo mazarese Pasquale Mulone, membro dei sedici uomini dell’equipaggio del rimorchiatore «Buccaneer» che si trova in mano ai pirati somali dallo scorso 11 aprile. La signora Mulone, dopo avere ascoltato il colloquio telefonico fra il giornalista del Corriere della Sera, Massimo Alberizzi, un pirata e Mario Iarloi, comandante del rimorchiatore. «Se entro 48 ore non cominciate le trattative, faremo una brutta cosa», era l’ultimatum lanciato dal pirata, che si è espresso in buon italiano, dicendo di parlare a nome di «uno dei capi». Disperata invece la voce del comandante Iarloi che ha chiesto al Governo italiano di avviare le trattative per concludere la vicenda: «Non ce la facciamo più, vogliamo andare a casa. Iarloi, sempre nella stesa telefonata, ha descritto le condizioni a bordo del Buccaneer nella quale non ci sarebbero viveri e acqua (il camion proveniente da Gibuti non sarebbe mai arrivato), né medicinali con dei marittimi che non stanno bene e che accusano depressione e problemi di cuore. Iarloi ha parlato anche del nervosismo dei sequestratori che sparano spesso in aria. «Non riesco a capire cosa succeda veramente - ha detto Giovanna Mulone - La Farnesina mi ha rassicurato sulle condizioni dei sequestrati. Non è da escludere - affermando quanto già ipotizzato da uno dei proprietari della Micoperi, Silvio Bartolotti - che il comandante abbia detto solo ciò che gli vogliono fare dire i pirati per riuscire a esercitare pressioni». Nessuno dalla Farnesina ha spiegato però se ci sono trattative in corso (secondo i pirati non c’è alcun negoziato) e se esiste l’intenzione di pagare un riscatto, come preteso dai bucanieri somali. La Marina ha avuto l’ordine di inviare nelle acque del Corno d’Africa un’altra nave da guerra che si aggiungerà alla fregata Maestrale e alla San Giorgio. Si tratterebbe di un pattugliatore che dovrebbe arrivare nella zona tra meno di un mese. [fonte La Sicilia]  FRANCESCO MEZZAPELLE

«DICHIARAZIONI INDOTTE»

Le dichiarazioni drammatiche del capitano (che ha denunciato l’assenza di acqua potabile, cibo e medicinali), potrebbero essere state «indotte» dai sequestratori per garantirsi vie privilegiate per eventuali trattative. Almeno secondo Silvio Bartolotti, gm della Micoperi, proprietaria del rimorchiatore, secondo il quale è vera la telefonata ma false le affermazioni del comandante, perchè «è solo ciò che gli vogliono fare dire i pirati per riuscire a esercitare pressioni»

«Ottimi i rapporti con l’Italia le trattative vanno avanti»

«La situazione a Mogadiscio è ancora critica; per quanto riguarda gli ostaggi a bordo del Buccaneer, è una fase molto delicata, le trattative vanno avanti, mentre un blitz militare sarebbe troppo rischioso; le relazioni con l’Italia non sono mai state così buone, come dimostra il fatto che il nostro presidente sarà a Roma dall’8 al 10 giugno per incontri col governo». Lo ha dichiarato all’Ansa il premier somalo Omar Abdirashid Ali Sharmarke a margine del ricevimento del 2 Giugno nella residenza dell’ambasciatore italiano Pierandrea Magistrati.

 

Drammatico appello dal Buccaneer: «Non abbiamo più acqua e cibo. Salvateci, o moriremo di stenti»

A casa del marittimo mazarese Pasquale Mulone sono ore di alta tensione. Dalla vigilia di Pasqua lui e i membri dell’equipaggio del rimorchiatore italiano «Bucaneer» sono in mano ai «pirati » somali. Ieri c’è stata una drammatica telefonata, ripresa da tutti i network nazionali ed internazionali, di Mario Iarloi, il comandante della nave sequestrata l’11 aprile nel golfo di Aden. A quanto raccontato da Iarloi, le condizioni di vita sono tragiche, l’equipaggio (dieci italiani, un croato e cinque rumeni) si sente abbandonato, è ammalato e sta impazzendo e sei dei sedici marittimi sono stati portati a terra, probabilmente distribuiti in vari villaggi sulla costa, per nasconderli nel caso di un improbabile blitz delle teste di cuoio italiane. «Siamo inguaiati, stiamo male. Liberateci altrimenti chiederemo a loro di spararci - si è sentito dispersi il comandante con una voce che sembra spezzata dalle lacrime - Ci stiamo ammalando. È una situazione assurda e non abbiamo la forza di andare avanti». «C’è gente che si sta abbandonando a se stessa. Non c’è più da mangiare. Per favore liberateci da questa situazione, altrimenti chiederemo noi stessi che ci ammazzino. Anche loro sono nervosi e ogni tanto sparano. È successo anche oggi. Una pallottola mi ha sfiorato la testa». Il comandante Iarloi durante la telefonata racconta che non c’è più acqua potabile («beviamo acqua bollita») e neppure cibo («mangiamo riso e pane che ci cucina il cuoco»). Ha poi smentito che siano stati consegnati i viveri che erano stati inviati con un camion partito da Gibuti: «Non abbiamo ricevuto niente». Un blitz è da escludere, perché sarebbe troppo pericoloso per gli ostaggi. Ma tutti i canali sono aperti e attivi per ottenere la liberazione del «Buccaneer» e dei 16 membri dell’equipaggio sequestrati nel golfo di Aden l’11 aprile scorso. A quasi due mesi dall’assalto dei pirati non si è ancora sbloccata la situazione del rimorchiatore italiano con 10 connazionali a bordo e la nuova telefonata del comandante Mario Iarlori (al «Corriere della Sera») ha fatto salire la preoccupazione per la sorte degli ostaggi che sono sempre più provati e la parallela ansia dei parenti in Italia. Le dichiarazioni drammatiche del capitano potrebbero però essere state «indotte » dai sequestratori per garantirsi vie privilegiate per eventuali trattative. Almeno secondo l’analisi di Silvio Bartolotti, general manager della Micoperi, proprietaria del rimorchiatore, secondo il quale è vera la telefonata, ma false sono le affermazioni del comandante, perché «è solo ciò che gli vogliono fare dire i pirati per riuscire a esercitare pressioni». Di sicuro dopo 53 giorni di prigionia «la situazione a bordo non è facile», come ha ammesso il premier somalo Omar Abdirashid Ali Sharmarke, e si sta attraversando «una fase delicata». Ma è impensabile un blitz (via che la Farnesina ha sempre escluso) perché «i rapporti di forza a bordo non lo permettono »: sul «Buccaneeer» infatti ci sono 16 ostaggi (oltre agli italiani, cinque romeni e un croato) e circa 20 pirati. «Troppo rischioso – ha spiegato –, ma abbiamo speranze. Di più non posso dire, né sui tempi né sui modi». Nei giorni scorsi il premier aveva rivelato che ci sarebbero delle trattative in corso, condotte dalle autorità del Puntland (la regione semi-autonoma del nord-est della Somalia, roccaforte dei bucanieri) con il coordinamento dal governo transitorio somalo. In ogni caso, Sharmarke ha ribadito che «non bisogna pagare» perché «se si paga non si fermeranno mai». Le ultime notizie arrivate dal «Buccaneer» hanno però allarmato i parenti degli ostaggi. A rassicurare i familiari arrivano però le parole di Margherita Boniver, inviato speciale del ministro degli Esteri per le emergenze umanitarie, che ha visitato la regione il mese scorso. L’Italia continua a fare la sua parte, pur mantenendo il massimo riserbo sulle operazioni, dice, ed è «pazzesco » il solo poter «immaginare che nessuno si occupi» di una vicenda che interessa la vita di dieci connazionali. Governo, Farnesina e servizi, ha assicurato la Boniver, «sono attivi ed è ovvio che tutti gli organismi preposti, italiani ed internazionali, si stanno occupando della vicenda sin dal primo giorno». La richiesta del silenzio stampa, ha concluso, «serve per poter arrivare a risultati concreti nei modi e nei tempi migliori ». A rafforzare i rapporti bilaterali tra Italia e Somalia, intanto, arriverà in visita a Roma il presidente sheikh Sharif Ahmed dall’8 al 10 giugno. [fonte La Sicilia] 




  

«Cosap» ed Unione europea, nuovo dibattito sullo sviluppo 

Altre prove di avvicinamento tra il distretto della pesca Cosap e la comunità europea. Al centro della discussione un modello di sviluppo nell'ambito euro - mediterraneo. In tal senso, il presidente del distretto - Cosvap di Mazara, Giovanni Tumbiolo, con una delegazione della Regione, guidata dall'ingegnere Maurizio Agnese, direttore generale del dipartimento pesca della Regione, ha incontrato il direttore generale dell'area mediterranea della commissione europea, John Mallet. Nel corso dei colloqui, le parti hanno discusso del modello di sviluppo per la pesca nell'ambito euro-mediterraneo. Lo staff della commissione dell'Unione europea, ha esortato lo stesso presidente Tumbiolo a continuare il processo di avvicinamento ai Paesi della riva sud del Mediterraneo, dall'Algeria fino al Libano, e persino oltre il Mediterraneo, dall'Africa Subsahariana al mar Rosso e Golfo Persico. Tumbiolo, dal canto suo, ha ribadito la volontà del Distretto della pesca a pervenire ad un modello di cooperazione transfondaliera multilaterale, superando la fase dei rapporti bilaterali. Durante i colloqui, Tumbiolo ha anche chiesto una riconsiderazione degli aiuti al comparto della pesca siciliano, attraverso anche l'innalzamento del «de minimis» per le imprese di pesca. In generale la delegazione ha esortato i rappresentanti dell'Ue ad un maggiore impegno affinchè la pesca mediterranea sia tenuta in grande considerazione, anche per il recente sviluppo, in termine qualitativi ed in materia di eco. sostenibilità.  [fonte GdS]  (sg)





  

Il fiume Mazaro colore petrolio

Ieri mattina, da diversi punti del porto canale, dalla sua imboccatura fino al secondo ponte che collega la città al quartiere del Trasmazaro, è stato facile notare come le acque del fiume Mazaro avessero assunto un colore simile a quello del petrolio con la conseguente venuta a galla di detriti, fusti, e rifiuti di ogni genere. All’avvenimento dello strano fenomeno hanno contribuito le particolari condizioni atmosferiche che hanno provocato il cosiddetto «marrobbio», il repentino e notevole abbassamento ed innalzamento delle acque causato da continui sbalzi della pressione atmosferica che provoca lo svuotamento improvviso dell’alveo fluviale ed il rapido rientro di ingenti masse d’acque. Da anni il fiume è diventato una vera e propria discarica anche causa del disfacimento dei sottoprodotti delle lavorazioni che avvengono nei numerosi magazzini ittico adiacenti. Il porto canale riveste una considerevole funzione economica sia per il settore della pesca, che per la cantieristica navale e per il turismo. Ormai da diversi anni non si effettuano lavori di dragaggio e quindi il fondale presenta parecchi sedimenti i quali riducono in maniera considerevole la profondità; in particolare, la riduzione dei fondali si avverte per tutto il corso del fiume. Il disagio si estende anche alla piccola pesca la quale, oltre alla grave crisi del settore, è costretta a subire i danni derivanti dal basso fondale: il materiale che emerge blocca le eliche ed il fango che viene aspirato danneggia i motori. Di recente anche la Confederazione Imprese Pesca Mazara, associazione che raccoglie l’intero armamento mazarese, ha sottolineato, attraverso un appello all’Assessorato regionale Territorio ed Ambiente, all’Assessorato regionale alla Pesca, al sindaco Giorgio Macaddino e alla locale Capitaneria di Porto, la grossa difficoltà di navigazione dell’intero specchio acqueo del porto canale, nonché del porto nuovo, sia nelle manovre di ormeggio che nelle operazioni di alaggio e varo dei natanti presso il Cantiere navale, tanto di indurre armatori ad effettuare tali operazioni presso altri scali dell’isola. La Confederazione ha chiesto alle autorità di adoperarsi per la soluzione del problema con un immediato intervento di escavazione del porto per poter consentire, in un periodo di crisi del settore pesca, lo svolgimento dell’attività diretta e dell’indotto. [fonte La Sicilia]  (fm)




  

Consigliere straniero si vota domenica 14 

Anche gli immigrati residenti a Mazara si recheranno alle urne. Non potranno votare per le amministrative e le europee ma domenica, 14 giugno, dovranno votare per eleggere il consigliere comunale straniero. Lo ha stabilito il sindaco Giorgio Macaddino, in conformità al relativo vigente regolamento comunale e con propria determinazione ha avviato le procedure per l'elezione in consiglio di un rappresentante della comunità extracomunitaria che occuperà uno scranno dell'aula consiliare per il quinquennio 2009/2014. Fra pochi giorni saranno affissi, nei luoghi pubblici, il manifesto del sindaco di convocazione dei comizi che fissa per domenica 14 giugno la data dell'elezione. Le operazioni preliminari degli uffici elettorali di sezione, ubicati per come indicati nel relativo certificato elettorale che sarà notificato a ciascun elettore, cominceranno alle ore 16 di sabato 13 giugno. Le operazioni di votazione si svolgeranno nella sola giornata di domenica, 14 giugno, dalle 7 alle 22. Le operazioni di scrutinio saranno effettuate dopo la chiusura della votazione. Il consigliere «aggiunto», attualmente, è Mohamed Zitoun, un giovane che si è fatto apprezzare per i suoi interventi a favore della colonia di immigrati. Il consigliere aggiunto può intervenire, nel corso dei lavori consiliari quando vuole ma non ha diritto al voto. Intanto l'ufficio elettorale, per le prossime amministrative, ha reso noto che, secondo le disposizioni ricevute dall'assessorato regionale della famiglia e delle autonomie locali, che le dimensioni dei contrassegni sulle schede elettorali, sono state portate da un diametro di centimetri 2 ad un diametro di 3 centimetri.  [fonte GdS]  (sg)




  

Ultima settimana di comizi elettorali Scendono in campo i big nazionali

In questi giorni la città non è solo sede di elezioni ma anche di dibattito fra protagonisti della politica nazionale e regionale. Lo scorso fine settimana i quattro candidati a sindaco sono stati impegnati in comizi elettorali che hanno visto la presenza di rappresentanti istituzionali nazionali. Sabato sera a supportare la candidatura dell’on. Nicola Cristaldi (appoggiato dal Pdl, Liberi e tre liste civiche) sono intervenuti, in piazza Mokarta, il ministro della Giustizia Angelino Alfano ed il sen. Antonio D’Alì. «Sono qui - ha sottolineato Alfano - per sostenere il Pdl ed il suo unico candidato a sindaco cioè l’on. Cristaldi l’uomo giusto per guidare questa splendida città». Il Ministro ha poi lanciato più di una frecciata all’on. Miccicchè: «Le diatribe a livello regionale saranno affrontate dai vertici regionali del partito. Chi rompe con il suo partito non può poi chiedere il voto quale suo rappresentante». Miccicchè ha risposto domenica in occasione del comizio dell’altro candidato del centrodestra, l’on. Toni Scilla, sostenuto da quattro liste civiche. «Con l’on. Scilla condividiamo una politica fondata sul rispetto della gente che rappresentiamo e sull’amore per la nostra terra. Mi sono autosospeso dal PdL per protestare contro il modo di intendere la politica come semplice affermazione individuale. Gli interessi personali di alcuni politici hanno ridotto la Sicilia in uno stato di totale abbandono». Impegnata in un comizio al cinema Grillo, Vinnuccia Di Giovanni, candidata a sindaco di una coalizione formata da Mpa, Udc, Pd e due liste civiche, ha dichiarato: «Le divisioni del centrodestra non mi appartengono, in questa competizione i miei concorrenti sono uomini che hanno altri progetti per la città». Il candidato sindaco di Italia dei Valori, Giuseppe Marino ha incontrato gli elettori il 30 maggio in piazza alla presenza a dei candidati alle Europee quali Emilio Arcuri, già vice sindaco di Palermo, Salvatore Messana, sindaco di Caltanissetta e l’on. Orlando. Sul palco Marino ha sottolineato: «Le coalizioni avversarie sono una commistione discutibile che confondono gli elettori». Marino ha esposto le linee cardini del suo programma elettorale. Sugli aspetti tematici si sono avvicendati gli assessori designati che hanno ribadito la necessità di inserire nell’agenda politica i veri problemi della gente e proporre soluzioni dal basso. [fonte La Sicilia]  (F. M.)




  

Peppe Marino un geologo candidato

«Un’altra città da un’altra politica». È lo slogan di Giuseppe (Peppe) Marino, 47 anni, geologo, candidato a sindaco per Italia dei Valori. «La scelta di candidarmi - ha detto - è nata all’interno del direttivo di IdV, quindi la mia candidatura nasce dal basso secondo un modello etico-politico contrapposto ad un quadro politico confuso, basti pensare ai due candidati a sindaco del Pdl (Cristaldi e Scilla, ndr) dove vi è in atto un lotta per il potere sia a livello locale che regionale». «L’altra candidatura quella di Vinnuccia Di Giovanni, appoggiata da una coalizione formata da Mpa, Udc e Pd - ha sottolineato Marino - è difficile da capire. A livello regionale il segretario del Pd Genovese e l’on. Lumia non hanno lesinato critiche al Governo di Lombardo del quale non fa più parte l’Udc. Allora mi chiedo come è nato questo esperimento innovativo? Anche qui vi è quindi una lotta di potere della quale gli elettori sono del tutto estranei». Un’altra questione riguarda le liste dei candidati. «Sono piene di persone che sono saltate in questi anni da una parte all’altra. Molti dei ricandidati - ha aggiunto - hanno già amministrato e sappiamo con quali risultati. Ma questa è una città strana dove apatia sociale e connivenza con modalità discutibili di fare politica fanno si che alla fine vengano rieletti sempre le stesse persone ». Marino ha quindi parlato del suo programma elettorale: «Ho riassunto in 10 punti quello che potrebbe essere il governo della Città con IdV, sarà incentrato su una rinascita culturale. Penso ad una città dove i cittadini siano protagonisti a partire dal miglioramento della sede comunale e dei servizi offerti. Non dimentichiamo la grande presenza di immigrati, si contano circa 54 diverse nazionalità, e la necessità di un Ufficio per Immigrati ». Sulla cultura: «Penso anche ad una "casa per la musica" dove i giovani possano suonare ed incidere, spazi aggregativi per gli anziani. Grande importanza dovrebbe assumere l’ambiente attraverso la salvaguardia delle risorse idriche, lotta contro l’inquinamento acustico ed elettromagnetico, l’istituzione della riserva di Capo Feto, la realizzazione di una discarica di sfabbricidi». Marino ha poi sottolineato: «Al contrario del passato dovrà essere incentivata la fruizione degli spazi sportivi e la solidarietà sociale. È assurdo notare la mancanza di una scala per diversamente abili per l’accesso agli Uffici delle Politiche Sociali». Infine ha parlato dell’Amministrazione uscente della quale è stato assessore per pochi mesi: «Ci ha fornito un modello etico-politico abbastanza negativo attraverso una contrattazione continua con i suoi referenti sia politici che istituzionali». E per concludere: «Ho già vinto in quanto ho dato una possibilità alle molte persone che in questa confusione non avrebbero saputo chi votare». [fonte La Sicilia]  FRANCESCO MEZZAPELLE




  

Due mezzi della Belice Ambiente a Palermo 

L’Ato Tp2 “Belice Ambiente Spa” metterà due autocompattatori con autisti a disposizione dell’Unità di crisi per la risoluzione dell’emergenza rifiuti a Palermo. La disponibilità all’utilizzo dei due mezzi dell’Ambito trapanese a Palermo è stata data dal responsabile del Servizio Gestione Integrata Rifiuti dell’azienda, Nicola Bucca che, insieme al responsabile ufficio mezzi ed attrezzature, Francesco Rametta, ha partecipato alla riunione che si è tenuta stamane al palazzo d’Orleans a Palermo, alla presenza dei vertici nazionale e regionali della Protezione Civile e del Prefetto di Palermo, Giancarlo Trevisone. I due mezzi – sino ad oggi – sono gli unici che arriveranno dalla provincia di Trapani “in soccorso” a Palermo per risolvere l’emergenza rifiuti. Si tratta di due auto compattatori dalla capienza di 23 metri cubi con scarico posteriore che la società “Belice Ambiente Spa” impiega nei servizi di raccolta dei rifiuti degli undici comuni del Belice. Di mattina i mezzi saranno regolarmente impegnati nella raccolta sul territorio dell’Ato Tp2, nel pomeriggio, invece, saranno impiegati a Palermo per la raccolta e il conferimento presso la discarica di Bellolampo. (mf)




Immigrazione presentato il dossier nell'aula magna del I circolo didattico 

Nell'aula magna del 1° Circolo didattico, l'Istituto Euro Arabo di studi superiori, ha presentato il «dossier immigrazione 2008, XVIII rapporto caritas - Migrantes» Il dossier ha riportato i dati nazionali, regionali e provinciali sull'immigrazione. Ha coordinato i lavori Abdelkarim Hannachi dell'università di Catania.  [fonte GdS]  (sg)



Ambulanza del 118 a bordo c'è un infermiere 

Sull'ambulanza in servizio all'ospedale è presente un infermiere professionale. «È un primo risultato che cogliamo - afferma l'assessore alla sanità Filippo Mirasolo - dopo vari solleciti all'assessore regionale alla sanità, affinchè almeno un'ambulanza fosse dotata di personale medico e paramedico.»  [fonte GdS]  (sg)



Niente illuminazione Protestano i diportisti del «San Vito» 

I diportisti del rifugio naturale del porticciolo San Vito, con una istanza rivolta al sindaco, chiedono un sollecito intervento al fine di procedere al ripristino dell'illuminazione del porticciolo. L'assenza di illuminazione - denunciato - potrebbe causare danni a persone e cose.  [fonte GdS]  (sg)

 

Campionati assoluti . Circolo mazarese , centra la salvezza 

A Rovigo, dove si sono svolti i campionati italiani di scherma di serie A2, il Circolo schermistico mazarese ha riconfermato la permanenza nella serie. Nella sciabola è stata l'unica società in Sicilia a militare in serie A. All'impresa hanno partecipato gli schermidori allenati dal maestro Giuseppe Pugliese e cioè Gaspare Faugiana, Giuseppe Di Stefano e Davide Barbera.  [fonte GdS] (sg)

  

  

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