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La mia "Casbah"
Dal giornalino "Il nuovo Gabbiano" a cura dell'Istituto Comprensivo "Paolo Borsellino" di Mazara del Vallo
di
Hanen Ghachem

 
Aprire questa rubrica con il racconto della piccola Hanen Ghachem, una ragazzina di 13 anni che frequenta la 3C dell' Istituto Borsellino, nata a Mazara da genitori tunisini, è l'esempio di comunione culturale di cui Mazara necessita per superare l'ultimo ostacolo che si frappone alla piena integrazione della numerosa comunità tunisina.
Se poi fra le righe di questo breve racconto riusciremo a carpire il significato di "amore per la propria terra" allora possiamo dire che sarebbe il caso di dare un colpo di spugna a tutte le nostre ipocrisie e rimboccandoci le maniche, iniziare a costruire una nuova "anima" per questa Mazara, partendo dai sentimenti più semplici e puri. (nino asaro)

Abito a Mazara del Vallo in una zona molto bella; abito là da quando sono nata, vi sono cresciuta e ho conosciuto tante persone. In questa zona, chiamata "Casbah", ci sono strade strette e case vecchie, una sopra l’altra. Queste case per me sono dei palazzi; sono una parte della ­mia vita personale, anche se sono con i muri rovinati e sono tanto vecchie. A me piacciono tanto le case vecchie perché sono ricche di storia e storie e poi come l’amore che è vecchio, ma ancora dura e durerà anche dopo. I muri vecchi sono robusti.

Quando mio padre è venuto a lavorare a Mazara, ormai da 22 anni, ha scelto la casa in cui abitavamo prima in questa zona, ma essendo piccola ci siamo trasferiti in un’altra casa, però nella stessa zona perché siamo cresciuti e serve più spazio. Mio padre non ha voluto cambiare zona perché anche per lui è una zona preziosa e dove poter comprare cose che sono della nostra cultura: uno è dove si vende la carne trattata alla maniera islamica. La cosa più rappresentativa della cultura e della religione musulmana è la moschea dove gli uomini vanno a pregare.

Mi sento veramente fortunata ad abitare in questa zona! Non ho la sensazione di vivere in un paese straniero, ma sento che sono nella mia città.

Quando una persona ha una famiglia, una casa dove abita e una zona dove vive ed è cresciuta, questa persona è veramente fortunata e non le manca niente. Io  faccio parte di queste persone. Sempre ho paura di alzarmi un giorno e di trovarmi in un’altra zona. Anche se un giorno ciò dovesse avvenire, non cambieranno i miei sentimenti per questa parte della città in cui sono nata e in cui sono presente con l’animo e con il corpo. Spero che morirò in questa zona dove sono nata.

Non voglio che cambi anche se è vecchia, voglio ancora viverci.

Voglio che i miei figli e i miei nipoti sentano lo stesso sentimento perché la "Casbah" ha la sua storia come tutti noi.

 

  27-05-2006

  
                                                                                      

 

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