Quante STORIE per un caffè....                       storie, poesie e tant'altro.......

                             

Droga

di
Baldo Giacalone


Con la vera e con la più umile onestà culturale, desidero partecipare a questo caffè Letterario, dopo l'esperienza positiva del forum. Il voler disquisire con la dolcezza d'animo in questo virtuale caffè letterario ( per adesso), e tenendo tra le mani la tazzarella calda e sorseggiando l'aroma fragrante di questa nobile bevanda, che in certi momenti della nostra caotica esistenza, ci dà la forza ispiratrice, per capire il mistero che circonda l'essere, nello stesso tempo, ti porta e ti inebriai di quelle forme di alta l'espressione umanistica, portando l' umano a scambiare opinione e idee. Questa espressione più alta della cultura, che sicuramente si svolgerà nel caffè letterario, sarà l'essenza più nobile di quella forma pedagogica, per far sì, di arricchire l'animo e il cuore di quei perduti valori e sentimenti, che noi esseri dotati d'umana saggezza e intelligenza in questo inizio millennio stiamo lasciando strada facendo. Questa forma nobile d'espressione, rende l'uomo forte di una elevata forma surreale per vivere in simbiosi con il suo quotidiano , sollecitando il rispetto e la custodia di tutti quelle emozioni che sono il volano della nostra esistenza. Fatta questa piccolissima introduzione, come prima atto desidero sottoporre e mettere sotto il riflettore e illuminare con l'occhio di bue, il problema assillante della droga, che in questi ultimi anni sta distruggendo l'uomo e tutte quelle meraviglie che Lui a Sua immagine e somiglianza ha creato. Forte della sua gentile onestà culturale, la prego di voler prendere nella forma più umile e garbata questa mia analisi

   

Droga


Quell’essere che va,
per le vie senza frontiere,
porta con sè:
un viso scavato, occhi smorti,
pallore ingiallito,
mente offuscata, corpo senz’anima,
è una vittima della droga.
Scende nelle vene, questa morte,
che non ti appartiene.
Soffrire, piangere,
angosciare, morire,
questo è il calvario della droga.
Non spegnere quell’immenso raggio di luce,
che per amor ti fu donato,
è un dono solo da gestire,
non può questa desolante melma
deviare il tracciato del suo cammino.
A voi, venditor di morte e Suprema legge,
va il pensiero,
abbiate pietà di voi stessi,
lasciate a “ Lui” il dono della morte.
Brava gente,
fuggi da questa sofferenza,
nulla ti porta, né certezza ti dona.
Apri il cuor tuo alla preghiera,
dai forza, dai battaglia,
dai fiducia, agli eventi della vita,
lascia andar per le vie oscure questa melma maledetta.
Spazza d’innanzi a te ogni vana tentazione,
nulla si crea, ma tutto si distrugge.
Canta a cuor aperto, un inno alla vita,
e fai filtrar nella mente quel raggio di luce,
ancor forte sarà la tua fede e la certezza,
e ancor più forte sarà l’amor in te stesso

  19-06-2006

  
                                                                                      

 

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