Quante STORIE per un caffè....                       storie, poesie e tant'altro.......

                             

Antiche malìe

di
Salvo Ballatore


Salvo Ballatore è nato a Mazara nel 1952. Attualmente vive in Corsica,
isola che fa da contrappunto alla Sicilia, sua terra natale:la prima, scelta in età adulta con consapevole amore;la seconda, ancora pregna d’un inestricabile e grande amore viscerale.
Fra le due c'è Milano, che lo ha visto ragazzino, adolescente, giovane operaio mentre spalancava gli occhi e apriva la mente in un  mondo di diritti negati, in gran parte ancora da conquistare, e scoprendo un’ansia di rivendicazione attraverso la lotta sindacale e politica che già coinvolgeva grandi masse in Italia e in Europa. In quegli anni di grandi confronti e di grandi utopie fu ‘naturale’ la sua scelta di riprendere a studiare: di sera, con caparbietà e fatica.
Sull’onda di un grande entusiasmo fu altrettanto ‘naturale’ il suo approdo all’Unità (allora organo ufficiale del partito comunista italiano): era l’inizio del 1980.
Furono cinque anni d’esperienza ricca e contrastata, finita con la crisi del giornale.
Incapace di adattarsi alla stagione montante degli anni Novanta, Ballatore si 
è allontanato gradualmente dalla politica e definitivamente dall’Italia.

Infreddoliti dalla leggera brezza mattutina, proseguiamo la marcia di avvicinamento 'verso i magazzini, che si susseguono numerosi da dove siamo sino alla piazza del mercato del pesce.
Alla nostra destra due motopesca stanno abbordando il molo mentre altri, che han già scaricato, salpano dirigendosi all'interno del canale, per l'attracco definitivo.

Come sempre, prim'ancora che siano compiute le operazioni d'abbordaggio, sulla banchina si forma una folla di persone curiose ed interessate. In mezzo alla bagarre che dopo pochi attimi si crea la voce rauca di un'omaccione; sovrastando il gran brusio, impone silenzio e, senza indugiare, inizia a bandire la vendita delle casse di pesce spurio. La partita più grossa, subito dopo, sarà caricata su carretti a mano, su 'treruote' o camion, e consegnata al magazzino che l'aveva acquistata.

Attratti dall'affollamento che cresce attorno al banditore e dal suo gran cantilenare rauco ci avviciniamo per curiosare. Quell'omone sta recitando da prim'attore e noi restiamo ad ascoltarlo quasi ipnotizzati.
A gesti e occhiate raccoglie segnali fatti di altrettanti gesti, occhiate e accenni di parole che gli arrivano dalle persone sparse qua e là fra la folla'.
"Una cascia di trigghi russi e tri purpi pi' milli liri, sulu milli liri, avanti! . ..Cu' si fa avanti? Tu, ...milli e centu, for­za... avanti chi è regalata! . milli e dui, amuninni, chi nun n'avemu cchiù di pisci com'e chisti!"........................

Per osservare meglio ci arrampichiamo furtivamente sulla prora del motopesca. L'illuminazione che arriva dal lampioncino del molo e da una lampada volante agganciata all'oblò della cabina, ci permette di dominare tutta la scena indisturbati. Col solo spostamento dello sguardo riusciamo a vedere fino alla piazza della marina e alla chiatta. Sotto di noi si mercanteggia e si vucia......all 'angolo, proprio di fronte alla chiatta, c'e il chiosco della marina: da una certa ora del mattino vi si possono comprare panini imbottiti, gelati e bibite.

Alle nostre spalle, attraccata alla banchina opposta alla nostra, la chiatta che permette l'attraversamento del fiume è ora ferma, bloccata.
Di giorno, manovrata da un uomo o da un ragazzo, al  prezzo di dieci lire per gli adulti e di cinque lire per i bambini consente l'attraversamento del fiume e per tanta gente che abita al 'villaggio Pescatori' (o addabbanna) é il mezzo preferito. L'alternativa è fare il giro dal ponte, ma non sempre si ha il tempo e la pazienza che ci vuole per tutta quella strada. In alcune ore del giorno è persino difficile riuscire a salirci per quanto è carica di passeggeri. A quest'ora è però fuori servizio', incustodita.

Dal rubinetto della 'Fontana' continua a scorrere acqua, a quest'ora freschissima. E’ un angolo dove spesso anche noi 'picciotti' ci diamo appuntamento. A lu Cursu di la marina d'estate poi, c'è una particolarità che lo rende ancora più attraente: il venditore di fichidindia. E’ un contadino sui quarant'anni che arriva sempre con la sua bicicletta carica di sporte, secchio e cassette colme di frutti spinosi e si 'apposta' proprio vicino a lu Cursu.
Con un paio di cassette vuote compone il suo banchetto e intanto lascia scorrere acqua nel secchio che ha riempito di fichidindia per farne ammorbidire le spine. Quando, finalmente ha montato tutto, espone il suo ricco assortimento di ficurini: rossi, bianchi, muscarini, gialli; grandi, piccoli e mezzani; da cinque, dieci e quindici lire l'uno. Ne taglia la scorza con una facilità davvero impressionante. Chiunque rimarrebbe con le mani piene di spine invisibili e fastidiose, lui nemmeno dà segno d'accorgersene: ha due mani tanto callose che sembrano di legno. Al massimo del fastidio si dà una grattatina, con la lama del coltello, tra le dita e sul palmo e riprende a tagliare......

 

 

  15-10-2008

  
                                                                                      

 

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